« Austerlitz, Guerra e Pace Sila, tra le specie protette di Calabria »


Asmara, shopping in Eritrea - foto : Asmara, un ammasso di ferri vecchi nel Medeber © Luisa de Bellis
Asmara, un ammasso di ferri vecchi nel Medeber © Luisa de Bellis

Asmara, shopping in Eritrea

di

stampa stampa

Ad Asmara esiste un posto, probabilmente unico al mondo, in cui migliaia di uomini, in centro città, lavorano all’aperto il ferro, il legno e qualunque materiale si trovino per le mani: è il Medeber, il “caravanserraglio” all’epoca degli italiani. Oggi è officina, falegnameria, fucina, fabbrica, in cui tonnellate di materiali di “scarto” arrivano da chissà dove per essere qui trasformati in tavoli, sedie, scale, utensili da cucina e persino pettini. Qui niente si butta via, tutto viene trasformato in qualcos’altro, alla luce del sole.

Gli artigiani si sono costruiti delle piccole botteghe in lamiera che utilizzano come deposito ma lavorano tutti all’aperto, in piedi o seduti sulla sabbia, servendosi di seghe, mazze, martelli, trapani e quant’altro. Il risultato è un gran polverone e un rumore continuo e assordante, che si interrompe solo all’ora di pranzo e, a fasi alterne, quando i lavoratori si fermano per bere il tè con gli amici che quasi quotidianamente passano di lì.

Seduti su seggiolini di lamiera, appoggiati su quella stessa sabbia, coperti da quello stesso cielo, preparano la bevanda e la sorseggiano in compagnia, commentando la giornata e scambiandosi saluti e raccomandazioni. Non hanno bisogno di andare altrove. Non hanno bisogno di rinchiudersi da qualche parte: il cielo di Asmara offre già quello che serve.

Non c’è soluzione di continuità fra il Medeber e i mercati che lo circondano: alcuni coperti da tettoie, altri no, vi si vende di tutto, dalle zucchine ai divani. Definirli mercati è riduttivo, perché anche qui brulicano le attività artigianali, per cui il luogo di produzione e quello di vendita vengono a coincidere. E’ il posto dove trovare una soluzione a qualunque problema pratico, o quasi: appoggiati ai banchi di queste botteghe all’aperto, uomini e donne cuciono vestiti, aggiustano biciclette, fanno duplicati di chiavi, setacciano la farina, puliscono peperoncini e lavorano pelli di capra.

Anche al di fuori degli spazi “ufficiali” dei mercati non c’è angolo del quartiere di Ghezzatanica in cui non si lavori o si venda qualcosa. Ed è così che un incrocio si trasforma nel luogo ideale per aggiustare biciclette, pulire scarpe, vendere uova o addirittura galline.

Al di fuori di Ghezzatanica le donne più anziane possono contare su carretti trainati da asini, che fanno il giro della città per portare frutta e ortaggi. Fermandosi agli angoli dei diversi quartieri creano un’occasione di ritrovo e scambio a cielo aperto. I giovani, dal canto loro, sanno sempre come soddisfare il proprio bisogno di nicotina: ai lati di ogni marciapiede troveranno una signora seduta per terra, con un piccolo banchetto, che per pochi Nakfa venderà loro una sigaretta sfusa.

L’Eritrea non è il luogo adatto a chi ama le comodità, né a chi vuole poter scegliere fra molte alternative. Non andiamo ad Asmara a cercare il superfluo. L’essenziale, invece, è ad ogni angolo di strada. Basta solo guardare.

stampa stampa
LIBRI

Dancalia, la Terra del Diavolo

"Dancalia, la Terra del Diavolo" di Antonio Biral - Campanotto Rifili, 2008

Morire è un attimo

"Morire è un attimo" di Giorgio Ballario - Edizioni Angolo Manzoni, 2008



2 commenti a “Asmara, shopping in Eritrea”

  • Walter alle ore 9:55 am scrive:

    Non è assolutamente vero che il medebber sia posto al centro della città di Asmara.
    Appunto il centro è caratterizzato dalla Cattedrale: il più grande esempio al mondo di architettura lombarda.
    Cordialmente,

  • luisa alle ore 2:34 pm scrive:

    Hai ragione, non si trova ESATTAMENTE in centro, ma è comunque poco distante. Ho usato questa espressione per sottolineare il fatto che all’interno della città convivono i luoghi del lavoro all’apreto e i luoghi della ricreazione. Grazie.

comment Lascia un commento a "Asmara, shopping in Eritrea"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia
- Anna Maria su Murgia, sentieri di Puglia e Basilicata
- melissa su Palazzo di Cnosso, mito di Creta

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Jain Caumuk, tempio d’India
di

Jain Caumuk, tempio d’India - foto : India, Ranakpur, tempio Jain Caumuk © Tonj Lardani

A Ranakpur, nel Rajastan, l’India jainista innalza un inno marmoreo alla nonviolenza e al rispetto di tutte creature viventi. Ispirandosi alla filosofia Ahinsa, Mahatma Gandhi sconfisse il dominio inglese.

Reportage

Gondar, la Camelot d’Africa
di

Gondar, la Camelot d’Africa - foto : Etiopia, i castelli di Gondar © Barbara Oggero

Viaggio a nord del lago Tana, nell’antica capitale imperiale d’Etiopia, tra veriegati stili architettonici e culti, dove resistono le vestigia di un florido e movimentato impero africano.

Reportage

Axum, la cerimonia dell’Arca
di

Axum, la cerimonia dell’Arca - foto : Un momento della cerimonia © Camilla Corradini

Un evento unico nella città custode dell’Arca dell’Alleanza, un avvenimento dal grande fascino che da secoli si ripete i primi giorni di ogni mese. Cui è impossibile rinunciare.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter