Per noi volenti o nolenti il metallo è vitale. Prodotti inconsapevoli di una passione chiamata Herbie, Un Maggiolino tutto matto che ci ha insegnato a fantasticare di un cuore dietro la lamiera, di uno sguardo dietro un fanale e complessivamente di un’umanità dietro l’inanimato. Il tutto poi a tramutarsi oggi come una deformazione professionale che ci fa osservare un cimitero di rottami con occhi diversi.
Prima di tutto però presentiamo il luogo: caldo, estremamente caldo nel bel mezzo del deserto dell’Arizona. Tanto per farvi capire qui a Tucson le squadre di baseball vengono a svernare durante i primi giorni di aprile. Perché qui si superano facilmente i trenta gradi. Manna per le ossa inumidite di gente che proviene da Boston o dalle città del nord.
Questa caratteristica è allora anche una benedizione antiruggine per quello che tutti qui chiamano Aircraft boneyard, ultima spiaggia per ogni tipo di apparecchio con le ali, cimitero per chi per anni ha solcato i cieli internazionali e ora si trova in pensione e come un po’ tutti i pensionati ha coronato il proprio sogno di andare a prendere casa nel sud.
E la compagnia qui è più che bella: ci sono apparecchi appartenuti a flotte private, ma anche gioielli della United States Air Force, come settecento F-4 Phantom II che si uniscono ai 3.700 aerei militari ospitati in questa zona. Una manna per chi riesce a distaccarsi dal passato guerrafondaio di questi apparecchi imparando a guardarli come un bimbo guarda i modellini davanti alla vetrina di un negozio.
Il tutto anche se alla fine siamo al cospetto di meri scheletri. Infatti, prima di finire in questo deserto, gli aerei devono essere spogliati delle parti elettriche, dei cablaggi e ovviamente anche delle munizioni, ove presenti. I pezzi in questione saranno o smaltiti o riutilizzati, se ancora in buone condizioni, per fare volare altri aerei o per essere stoccati all’interno dei capannoni dedicati ai pezzi di ricambio.
E pensate che, come nei migliori film, esiste anche una possibilità di riscatto. Infatti, a seconda della richiesta di mercato, certi apparecchi qui lasciati al loro destino possono ritornare a solcare i cieli. Ovviamente dopo un trattamento rigenerante che prevede, oltre una nuova tinteggiata, anche il rifacimento dei componenti elettronici, dei sistemi di sicurezza e degli elementi danneggiati per usura. Il tutto condito da un bel collaudo che non fa mai male (soprattutto ai futuri passeggeri).
Aerei che ritornano in vita. Anche se noi siamo in sicuri che di qui la vita non se n’è mai andata. Grazie Herbie.





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Ciao…
beh bello che se ne parli di un posto così…io ne sono venuto a conoscenza negli anni 80…tramite uno di quei film scemi sui collegiali americani
adesso mi è venuta una gran voglia di visitarlo…perdonami magari sono di coccio…ma tu lo hai visitato? è accessibile normalmente o ci sono visite guidate o giorni particolari?
Grazie in anticipo per i tuoi suggerimenti