Frastagliate, seghettate, scoscese, persino taglienti. Si mostrano così le montagne andaluse, a sud della Spagna e nel mezzo di tali montagne, adagiato indisturbato in territorio europeo, inaspettato agli occhi del viaggiatore, si distende il deserto.
In tutto il suo splendore. Dune di roccia giallo-rossiccia si susseguono in perfetta geometria. Il paesaggio, abbandonate le città, i paesi, si riveste di se stesso diventando quello che mai ci si aspetta.
Mi trovo realmente nel deserto. Ovunque mi volti la strada asfaltata presenta, ai suoi lati, piccoli canyon, dirupi suggestivi, colline aspre che si accalcano le une sulle altre. Questa è la zona dell’Almería, a ovest di Tabernas, piccola cittadina circondata dall’ambiente lunare, da coni di arenaria, da letti di fiumi in secca, da aridi arbusti, da migliaia di svettanti cactus.
L’aria, nonostante sia inverno, è calda, profumata di esotico. Le temperature si aggirano intorno ai 20-25 gradi e le precipitazioni annuali sono molto scarse. Qui piove davvero poco e si vede.
Scenografia perfetta per vecchi film western. Leggeri afflati di vento muovono polvere, balle di fieno e cespugli morti. Quasi mi aspetto di assistere ad un duello in stile mezzogiorno di fuoco tra due pistoleri.
Ogni cosa è nata in seguito alla collisione fra le placche tettoniche africana ed europea. E in fondo siamo abbastanza vicini all’Africa, tanto da dimenticare, per qualche istante, di trovarci nella caliente Spagna.
Avventurarsi nel deserto roccioso è un’esperienza avvincente. Si lascia la strada principale per andare alla scoperta dei minuti paesi, dei villaggi che, all’improvviso appaiono dal nulla. E’ così. Mentre si procede il viaggio, ecco che si nota una casa, una comunità, qualcosa, come messo lì a posta.
Ogni tanto, qualche pala eolica, elegante e sinuosa, fa capolino da una collina, pannelli fotovoltaici si mostrano sul tetto di un capannone, mentre la vita sembra immobile. Come se in questo deserto il tempo scorresse piano, come se sussurrasse il proprio incedere, invece di gridarlo.
I paesini dell’Almeria sono una sosta ideale dopo una giornata trascorsa insinuandosi nel deserto, celandosi tra le rocce e arrampicandosi sulle sue dune. E’ surreale, magico passeggiare qui e ritrovarsi poi ad apprezzare le comodità di un alberghetto locale.
Nell’immaginario collettivo il deserto è irraggiungibile, desolante, rinunciatario delle più semplici abitudini occidentali. Il deserto andaluso, invece è il perfetto connubio tra l’occidente e il continente nero. E, lasciata questa terra, il mio cuore indifferente ai confini geografici, soffre lo stesso di mal d’Africa.





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