Ciack. Si gira! E la pellicola si mette in moto, la cinepresa prende vita e gli attori vestono i panni di personaggi, spesso leggendari.
Merilyn Monroe, Gilda, Jean Paul Belmondo, Sofia Loren calcano, insieme, le scene e la finzione si trasforma in realtà. Non è un film. Non è mai solo un film quando si tratta di un capolavoro artistico, quando supera i limiti della memoria umana.
Tutto questo è il Museo Nazionale del Cinema, nato a fine Anni Cinquanta, all’interno della Mole Antonelliana, simbolo di Torino.
Nel centro storico del capoluogo piemontese, la fabbrica di celluloide regala l’eternità sul cosiddetto grande schermo e permette, ad ogni visitatore, di camminare lungo la storia della cinematografia italiana e non.
Camminare nel vero senso del termine.
Appena valicato l’ingresso al Museo, l’atmosfera è soffusa, suggestiva e silenziosa. Si passeggia da una sala all’altra osservando l’evoluzione del cinema nella storia.
Dai primordi ai giorni nostri.
I primi rudimenti. Macchine ottiche pre cinematografiche, ovvero lanterne magiche. La vecchia macchina da ripresa. Attrezzature antiche. I primi timidi tentativi di fare film. Il bianco e nero. Il muto. E il tutto è interattivo.
Si può sperimentare, diventare protagonisti, per un attimo, di un mondo fantastico. Assolutamente in prima persona. Si osservano da vicino le prospettive, i misteri, i segreti celati dietro la cinepresa. E’ una scoperta. Ci si diverte a capire come si gira un film, come si montano le scene, come si tagliano, come si creano, come tutto cambia a seconda di una inquadratura, di un tono di voce, di una voce fuori campo, di una musica.
E’ un viaggio. Davvero.
Il percorso è ben definito e distribuito in oltre tremila metri quadrati su cinque piani.
E’ il Museo con la maggiore estensione in altezza a livello mondiale.
La zona principale della Mole, un’ampia sala alta circa 170 metri, ospita le scenografie di generi di film racchiuse in nicchie laterali. Ogni nicchia riproduce una scena di un film, mentre questo viene proiettato sullo schermo.
Al centro del salone si trovano numerose poltrone rivolte verso due enormi schermi nei cui schienali sono posti due auricolari per l’ascolto dei vari spezzoni di film proposti.
Per sfruttare lo spazio verso l’alto, sono state realizzate delle rampe di scale circolari che abbracciano l’intera sala. Man mano che si sale, non solo si ammira la struttura della Mole nella sua interezza, dall’interno, ma le riproduzioni di foto d’epoca di attori e personaggi famosi.
E ogni tanto, può capitare di incontrare registi del calibro di Roman Polanski a cui, di recente, il Museo ha dedicato una mostra, aggirarsi, con curiosità.
A conclusione – o ad inizio, a seconda delle proprie preferenze – della visita, al piano terra, si accede all’ascensore interno di vetro, inaugurato nel 2000, che accompagna alla balconata aperta sulla cupola e, vertigini a parte, mostra da ogni lato, lo spettacolo della Mole. Il panorama dall’alto è mozzafiato.
Torino è, letteralmente, ai propri piedi. La Mole, è infatti, l’edificio più alto della città. Quello che la sovrasta da ogni dove. Privo di foschia e con l’aiuto del bel tempo, lo sguardo si perde ad apprezzare le Alpi, il Monviso, la collina torinese, i fiume Dora, Po, Stura, i castelli.
E l’ombra della Mole si adagia su Torino.





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