« Torino, alla Fiera Internazionale del Libro Patagonia: il risveglio del gigante »


Afghanistan, i Buddha di Bamiyan - foto : I Buddha di Bamiyan - Foto tratta da Wikipedia
I Buddha di Bamiyan - Foto tratta da Wikipedia

Afghanistan, i Buddha di Bamiyan

di

stampa stampa

Alti, maestosi, sfregiati.

A guardali da qui, i Buddha di Bamiyan sono ancora più imponenti nella loro bellezza ferita dall’odio dei talebani.

Era il 2001 quando l’allora regime, che imperava in Afghanistan, cercò di distruggerli con un carico di dinamite.

Quelle statue erano, per il mullah Omar e i suoi accoliti, idolatre e contrarie alla dottrina islamica: dovevano essere abbattute.

L’esplosione risuonò nella valle di Bamiyan e la sua eco devastante attraversò l’Oriente sino a raggiungere ogni angolo del Mondo.

Nonostante le immagini dei due Bhudda siano state danneggiate profondamente, i loro profili sono ancora delineati nella nicchia che li ospita.

Il primo è alto 38 metri e sembra sia stato costruito 1800 anni fa. Il secondo è più imponente: raggiunge i 53 metri di altezza ed è stato realizzato intorno al 500.

I corpi delle statue furono scavati nella montagna. I dettagli, invece, furono modellati con del fango misto a paglia e poi ricoperti con lo stucco.

La copertura, andata persa nei secoli a causa delle condizioni atmosferiche, era dipinta per valorizzare le espressioni del viso, le mani e le pieghe delle vesti.

Entrambe le statue sono la massima espressione della cosiddetta arte del Gandhara, e rappresentano il Bhudda quale asse dell’Universo ed entità incommensurabile.

Nel 2003 furono inserite, come tutta la zona circostante, nella lista dei Patrimoni mondiali dell’Umanità dell’Unesco.

L’organizzazione dell’Onu si è impegnata a ricostruirle. Anche se sino ad ora i lavori hanno riguardato per lo più la stabilizzazione delle nicchie.

Riportarle al loro antico splendore è un sogno che richiede tempo e denaro, mentre la Nazione afghana ha bisogno di generi di prima necessità per riconquistare il futuro.

stampa stampa
LIBRI

La parrucchiera di Kabul

"La parrucchiera di Kabul" di Deborah Rodriguez - Edizioni Piemme, 2008

Il libraio di Kabul

"Il libraio di Kabul" di Åsne Seierstad - BUR Rizzoli, 2008



comment Lascia un commento a "Afghanistan, i Buddha di Bamiyan"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Viaggi

Afghanistan, da Kabul ai laghi Band-I-Amir
di

Afghanistan, da Kabul ai laghi Band-I-Amir - foto : Afghanistan, i laghi di Band-I-Amir © Marta Forzan

Kabul. Randagi sentimenti fissi nella mente. I tanti colori dei bazar. La “Via della Seta” verso i Buddah di Bamiyan, capolavori dell’arte ellenica, resi malconci dall’intolleranza talebana.

Reportage

Darjeeling, dove si produce lo Champagne dei Tè Neri
di

Darjeeling, dove si produce lo Champagne dei Tè Neri - foto : Coltivatori di te a Darjeeling - Foto tratta da i86.photobucket.com

Nella regione indiana conosciuta nel mondo per le sue piantagioni di te, dove lavorano molte persone durante i tre raccolti annuali. E meta di turisti e viaggiatori per la sua importanza storico-culturale.

Reportage

Giappone: nelle tombe reali
di

Giappone: nelle tombe reali - foto : Daisen-kofun in Sakai, Osaka, Japan da Wikipedia

Se alle nostre latitudini si scava in ogni dove a caccia delle tracce del passato, nell’estremo oriente questa pratica non è così scontata. Siamo in Giappone e per quanto ci sembrerà incredibile presto un gruppo d’archeologi potranno accedere alla famosa Gosashi tomb, luogo del riposo eterno della famiglia reale. La prima richiesta degli studiosi è [...]






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter