« India, la gara delle barche serpente Ladakh, a due passi dagli dei 1 »


Addis Abeba, capitale d’Etiopia - foto : Al mercato di Addis Abeba © Monica Genovese
Al mercato di Addis Abeba © Monica Genovese

Addis Abeba, capitale d’Etiopia

di

stampa stampa

Immensa, disordinata, caotica, sporca, vivacissima metropoli africana. Addis Abeba, capitale d’Etiopia. Città polverosa e, in diverse zone, dall’aspetto decadente. Molte strade non asfaltate conducono alle numerose baraccopoli, ammassi di lamiere arroventate dal sole e immerse nel fango durante la stagione delle piogge.

Ad un primo sguardo Addis Abeba appare così. Una strana località in cui si miscelano vecchi retaggi del passato, parte del quale legato all’Italia, statue, emblemi imperiali, manifesti comunisti che inneggiano il regime marxista del Derg, il governo militare locale in carica dal 1974 al 1987, e che riproducono i simboli di falce e martello. Alberghi di lusso – pochissimi a dire il vero – che si affacciano nella fatiscenza generale.

Dopo un viaggio, seppur breve, nel resto dell’Etiopia, tra le capanne tucul dei villaggi e il dissesto dei paesini, delle cittadine, la capitale si osserva con nuovi occhi e pare quasi migliorare nella forma e nella presenza.

Qui nei locali, si serve il tej beat, il tradizionale vino di miele dorato dal sapore dolce o dolciastro e gli azmari, i menestrelli itineranti, cantano in amarico, lingua ufficiale. Sempre qui gli etiopi mangiano la pasta o la pizza, preparata con un impasto non lievitato, bevono caffè e, qualche barista, azzarda pure un buon cappuccino.

Alcuni associano Addis Abeba all’injira, la pietanza nazionale abissina. Un’enorme crêpes di un cereale endemico, soffice, spugnosa che accoglie, come in un vassoio commestibile, tutti i cibi più piccanti e speziati.

E così è questa città. Un calderone di tutto e di più. Vecchio e nuovo, moderno e anacronistico. Nata per volontà di una donna che, secondo la leggenda, era la consorte di Menelik II desiderosa di una residenza nella zona più bella del territorio, sulla collina accanto alla quale sorgeva la precedente capitale, Entoto.

Per scelta della regnante Taitu, Addis Abeba divenne il fulcro del regno, il “Nuovo Fiore” come vuole il significato del suo stesso nome. Oggi, la capitale offre la visita del museo etnografico, del museo nazionale, della cattedrale della Santissima Trinità, del museo di San Giorgio, patrono della nazione, nonché del suo famoso Merkato, profumato di incenso, carico di folla, di odori non sempre gradevoli e di possibili raggiri.

stampa stampa
LIBRI

Etiopia. Saggio di un outsider a tempo determinato

"Etiopia. Saggio di un outsider a tempo determinato" di Massimo Rossi - Mimesis, 2011

Avventure di mare

"" di Henry de Monfreid - Magenes, 2010



comment Lascia un commento a "Addis Abeba, capitale d’Etiopia"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Gondar, la Camelot d’Africa
di

Gondar, la Camelot d’Africa - foto : Etiopia, i castelli di Gondar © Barbara Oggero

Viaggio a nord del lago Tana, nell’antica capitale imperiale d’Etiopia, tra veriegati stili architettonici e culti, dove resistono le vestigia di un florido e movimentato impero africano.

Reportage

Lalibela, la Petra africana
di

Lalibela, la Petra africana - foto : Bet Giyorgis, Lalibela, Etiopia © Monica Genovese

Il cuore del corno d’Africa cela un antico segreto, una città sacra dell’Etiopia settentrionale scavata nella roccia rossa. Undici chiese rupestri che sorgono dalle viscere della terra.

Reportage

Toscana, il Chianti in vendemmia
di

Toscana, il Chianti in vendemmia - foto : Poggio Regini (Castellina in Chianti), vendemmia © Luca Ferrari

Viaggio nelle campagne senesi, per una festa che si ripete da millenni. Armati di forbici, si sale e si scende lungo le vigne. Si raccolgono grappoli. Obbiettivo, vino di prima qualità.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter