« R come Ritorno 2 E come Emozione »


Parole Nomadi di Anna Maspero

V come Vacanza

Partire per un viaggio presuppone un itinerario, una meta e spesso una certa dose di fatica. Andare in vacanza è invece sinonimo di voglia di divertirsi e rilassarsi. Una componente ludica questa comunemente accettata, ma spesso vissuta con un malcelato senso di colpa da chi, come me, è figlio degli anni dell’impegno e di una morale cristiana che condanna l’ozio o “accidia” in quanto “padre di tutti i vizi”.

Nella cultura classica invece il piacere era un valore positivo e l’otium era considerato superiore al negotium. Certo, una concezione fortemente elitaria e possibile solo perché alle necessità dei “cittadini” provvedevano folle di schiavi. Ma studi antropologici rivelano che anche in società meno sofisticate il lavoro non è necessariamente elevato a valore in se stesso, come è il caso dei boscimani Kung del Kalahari, che cacciavano solo sei ore la settimana, il resto del tempo si raccontavano storie seduti sotto gli alberi di acacia.

E’ interessante l’etimologia delle parole “divertimento” e “vacanza”. Divertimento viene dal latino “divertere”, cioè allontanarsi dal centro, volgere l’attenzione altrove. Vacanza viene da “vacuum”, cioè vuoto, svuotamento. Ma il vuoto ci fa paura, così cerchiamo sempre di riempirlo, mentre potrebbe essere una pausa rigenerante di evasione anche da se stessi oltre che dagli impegni e dalla ripetitività del quotidiano. Il risultato non sarebbe la noia, anzi di norma è proprio la ripetitività che fa che le cose vengano a noia. E comunque anche la noia è in fondo la levatrice di quei cambiamenti capaci di riconciliarci ai nostri bisogni più veri e profondi. Così come l’ozio è necessario alla creatività, e questa è nemica delle preoccupazioni.

La nostra società invece, oltre a una certa visione penitenziale della vita che accomuna piacere a peccato, ha trasformato il tempo libero in un’industria e attività come lo sport e il viaggio in veri business con il conseguente pressante invito a consumare. In realtà il nostro tempo libero può rimanere tale senza dover essere a tutti i costi riempito di itinerari da percorrere, vette da scalare, musei da visitare e realtà locali da incontrare, per essere in qualche modo produttivi.

Rivendico il diritto alla vacanza. Non nel senso che è un “diritto costituzionale”, anzi, soprattutto in tempi di crisi, può rimanere un sogno per molti e un privilegio per pochi. Nel senso invece di liberarsi dai complessi di colpa se, potendo, si opta per una semplice vacanza di dolce far niente. Non bisogna giustificarsi, non è peccato divertirsi e non è obbligatorio trasformare l’ozio in lavoro, imponendosi anche in vacanza ritmi non così dissimili da quelli spesso esasperati del quotidiano.
Se invece partiamo per un viaggio, ricordiamoci che comunque è “di piacere”, e il piacere può bastare a se stesso. E che anche il viaggio dovrebbe avere una componente di trasgressione di orari, obblighi e abitudini per aprirsi a diverse visioni della realtà. Il suo successo non si misura in fatica, chilometri percorsi e confini varcati.

“Dobbiamo rivalutare il significato di ozio dandogli la connotazione positiva di ricerca del piacere all’interno del difficile mestiere di vivere”, scrive Stevenson. Hugo Pratt, uno che di viaggi e di libertà dagli obblighi se ne intendeva, uno che è stato capace di cercare e di trovare la sua isola del tesoro, aggiunge: “quando oggi ripenso a coloro che mi accusavano di essere inutile, e a quello che invece giudicano utile, allora, a loro confronto, non solo provo piacere a essere inutile, ma ne sento addirittura il desiderio”.

Per finire: tutto quanto scritto sopra è un sincero tentativo di auto-convincimento perché rimango una stakanovista del viaggio e anche quando cerco di fare la turista in versione spiaggia, parto con una valigia piena di libri invece che di completini mare firmati La Perla.

Due i consigli di lettura: Robert Louis Stevenson “Elogio dell’ozio”, scritto di getto nel 1877, ma forse ancora più attuale oggi e “Il desiderio di essere inutile” di Hugo Pratt.


2 commenti a “V come Vacanza”

  • Giuseppina Zorzoli alle ore 3:57 pm scrive:

    “…le uniche persone che esistono per me sono i pazzi,i pazzi di voglia di vivere,di parole,di salvezza,i pazzi del tutto e subito,quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano,bruciano,bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno ‘Oooooh!’…” Leggendo questo passo di Kerouac mi sei di colpo venuta in mente,Anna…io ti dipingo così. Contagi con il tuo entusiasmo chi,come me, ti cerca e ti scorge annidata tra le righe dei tuoi articoli,articoli che scatenano un incontenibile desiderio di partire,di provarci,di lasciarsi andare, articoli che incoraggiano a non smettere mai di cercare,mai.

  • Anna Maspero alle ore 6:58 pm scrive:

    grazie Giuseppina, che belle parole! Un giorno un saggio indiano mi ha detto che sono come una pietra che rotola e che non posso fermarmi. Il mio destino è cercare e smettere di cercare per me è morire. Un poco è anche una maledizione, perchè sei sempre insoddisfatta e l’orizzonte si allontana sempre…
    Ancora grazie, Anna

comment Lascia un commento a "V come Vacanza"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 


Scopri il mondo con noi





I Commenti più recenti
- mary su Il Taj Mahal, opera d’amore
- Narrante Silvano su Massawa, dune salate d’Africa
- Davide su Dove gli uomini diventano eroi
- angela su Massawa, dune salate d’Africa
- CINZIA MINOJA su Massawa, dune salate d’Africa
- Fabio Castano su Macugnaga, magia al Lago delle Fate 2

Le mete più cliccate
Irlanda - Londra - Regno Unito - Thailandia
Egitto - Parigi - Francia - Barcellona - Spagna
Praga - Siviglia - Messico - Cina - Il cammino di Santiago - Lisbona - Italia - Venezia - Ipsos
Grecia
- Berlino - Germania - Turchia







FOTO
  • Calabria, tele di pietra e acqua - foto : Diamante (Cs), i murales del Centro Storico © Anna Maria Colonna
  • L’Egitto dall’alba silenziosa - foto : Sinai © Laura Zunica
  • Mapping Contemporary Venice - foto :
  • Israele, puzzle incompiuto - foto : Israele, Eilat © Marta Forzan
  • Croazia, al largo con gabbiani e farfalle - foto : Isole Kornati (Croazia) © Luca Ferrari
  • Inisheer, la più piccola delle Aran 2 - foto :
  • Svezia insulare - foto : Isole Koster, Valfjäll © Luca Ferrari
  • Vietnam, languida e vitale Saigon - foto : Vietnam, Saigon © Tonj Lardani
  • Arcipelago dalmata - foto : Dalmazia, centro cittadino dell’isola di Pag © Luca Ferrari
  • Inisheer, la più piccola delle Aran 1 - foto :
SCELTI PER VOI

Viaggi

Polonia, da Varsavia a Cracovia
di Luca Ferrari

Polonia, da Varsavia a Cracovia - foto : Cracovia, la Vistola vista dal Wawel © Andrea Venerando

A passeggio nell’antica capitale della nazione orientale. Lineamenti di un’Europa meno trafficata dove cultura e leggende si presentano al mondo, magari partendo dalla piazza principale Ryanek Glowny.

Viaggi

Varsavia e Cracovia, fra passato e futuro
di Luca Ferrari

Varsavia e Cracovia, fra passato e futuro - foto : Cracovia (Polonia), collina del Wawel © Andrea Venerando

A passeggio fra due delle più importanti città della Polonia. Lineamenti d’Europa orientale trovano forma in edifici come la Ry0nek Starego Miasta, la piazza della città vecchia della capitale.

Reportage

Norvegia, il Mercato del Pesce di Bergen
di Luca Ferrari

Norvegia, il Mercato del Pesce di Bergen - foto : Bergen, il Mercato del Pesce © Andrea Lessona

Tra le bancarelle del Fisketorget nel cuore della cittadina norvegese, dove ogni giorno si incontrano molti studenti nostrani che vendono salmone, baccalà, stoccafisso e aragoste.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2010 il reporter