« D come Domande P come Perché sì »


Parole Nomadi di Anna Maspero

stampa stampa

ARTICOLI CORRELATI

Appuntamento a Immagimondo


I come Irresponsabile

“Io vado via, perché sarebbe bello tornare qui, ma da turista”: una frase pronunciata da Roberto Saviano durante lo spettacolo “Vieni via con me” che vuole essere una battuta sull’Italia, ma che indirettamente lo è anche sul turismo e su quel senso di irresponsabilità che lo caratterizza.

Infatti, nonostante gli sforzi sacrosanti di iniettare un po’ di responsabilità nel settore viaggi, non solo turisti e viaggiatori inevitabilmente sono portatori di tutta una serie di effetti collaterali non sempre salutari, soprattutto sono per loro stessa natura irresponsabili. Non perché necessariamente cattivi, insensibili, cinici o irrispettosi verso luoghi e culture, semplicemente perché sono ovunque in transito e sempre di passaggio. Non è un’accusa, è una semplice e onesta constatazione.

Il turista, anche quando viaggiando in paesi poveri sfiora la miseria, si ferma solo per il tempo di uno sguardo e in tasca ha sempre un biglietto di ritorno. Il suo può essere uno sguardo compassionevole o distaccato, dai suoi gesti può trasparire disagio o indifferenza, ma lui rimane un semplice spettatore che l’indomani, come da programma, sarà altrove.

Qualche turista fissa la realtà in una foto, un modo forse per testimoniare, più probabilmente per trasportare l’immagine su quel piano estetico che gli è più congeniale. Qualcuno preferisce trasfigurare la povertà in folclore, superando così un certo imbarazzo. Qualcuno lascia un’elemosina per rimuovere un vago senso di colpa e quella punta di sospetto che, forse, così innocenti noi occidentali non siamo. Qualcuno si ferma un po’ più a lungo, sorride, interroga, cerca di capire, poi riparte verso la tappa seguente. Tutti rimaniamo comunque e inevitabilmente stranieri, chiusi dentro fuoristrada, difesi dallo sbarramento delle siepi di buganvillea di villaggi vacanze e hotel e comunque protetti dall’universale divisa del turista.

Alcune associazioni di viaggiatori cercano di portare avanti esperienze di solidarietà provando a vivere dentro quelle realtà diverse, ma rimangono un fenomeno di nicchia. Mi sembra più onesto per la maggior parte di noi, pur continuando a frequentare il sud del mondo, rinunciare al tentativo di giustificare le nostre partenze con motivazioni diverse dal semplice piacere di viaggiare. 

Meglio non travestire il viaggio da impresa umanitaria, anche quando vuole essere un momento di conoscenza e non solo di svago, anche se lasciamo in loco un poco del nostro superfluo o siamo portatori di un qualche messaggio di pace. Partiamo con l’onesta consapevolezza che si viaggia per se stessi e che non ci si può far carico dei problemi dei luoghi che si attraversano.

Cerchiamo di essere semplicemente turisti “responsabili”, nell’accezione comunemente data a questa parola, e cioè attenti e rispettosi del Paese che ci accoglie, della sua gente e della sua cultura. Altri sono i modi per aiutare i paesi poveri. Non solo decidendo di fermarvisi, ma anche qui, al ritorno, facendo tesoro dell’esperienza vissuta, portandoci a casa la consapevolezza del valore della differenza e del disvalore dell’indifferenza. E ricambiando l’ospitalità a chi viene da lontano, anche se non sempre viene in veste di turista.

Per approfondire: Rolf Potts, “Vagabonding” Ponte alle Grazie, dove l’autore spiega che non bisogna trovare giustificazioni al viaggio, ma piuttosto che è il viaggio la giustificazione del lavoro.

stampa stampa
LIBRI

Doctor Livingstone, suppongo

"Doctor Livingstone, suppongo - Incontri e confronti di viaggio" di AAVV - Archinto, 2011

Donne con la Valigia

"Donne con la valigia" di Marina Misiti - Astraea Little Pink Book, 2009



2 commenti a “I come Irresponsabile”

  • Enrico Rossini alle ore 5:37 pm scrive:

    Confesso che a volte ho fatto anch’io questa riflessione. Una riflessione amara, dettata dalla disperazione di non riconoscersi più in una storia, in una comunità in uno stile di vita. Godere delle bellezze dell’Italia senza doversi vergognare del suo ceto politico, delle sue mafie, del suo odioso nepotismo, della sua presunta furbizia che in realtà è solo bieco cinismo. Passeggiare nelle vie di Roma o di Firenze cullandosi nella estraneità a tutto questo….lo ammetto è un ipotesi che mi affascina.

  • Anna Maspero alle ore 12:33 pm scrive:

    Caro Enrico, la tua è una disperazione condivisa. Pensare come sarebbe bello fare i turisti a casa nostra nasce non da egoismo ma da un senso di impotenza davanti a quell’elenco purtroppo neppure completo da te stilato: ceto politico, mafie, nepotismo, furbizia e cinismo…

comment Lascia un commento a "I come Irresponsabile"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia
- Anna Maria su Murgia, sentieri di Puglia e Basilicata
- melissa su Palazzo di Cnosso, mito di Creta

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Verde Ciociaria, Lazio agreste
di

Verde Ciociaria, Lazio agreste - foto :  Monti Ernici, il lago di Canterno (Fr) © Veronica Monaco

In viaggio nella zona settentrionale della provincia di Frosinone, tra Fiuggi e Collepardo, dove natura e cultura si fondono e danno vita a un territorio tutto da scoprire.

Cultura e Sapori

Alto Adige, le valli dei sapori
di

Alto Adige, le valli dei sapori - foto : Val di Funes (Bz) © Antonietta Salvatore

Viaggio tra le storie dei prodotti della Val Venosta, Val Pusteria e Val d’Isarco, riuniti in piazza Duomo di Bressanone per una nuova edizione del Mercato del Pane e dello Strudel (30 settembre -2 ottobre). E nella vicina Val di Funes (Bz), il tradizionale Speckfest.

Storie

Milano, Art Kitchen fa fiorire il cielo
di

Milano, Art Kitchen fa fiorire il cielo - foto : Scuola di Gomme © Gruppo ARCò-Vento di Terra ONG

A Milano, per conoscere Art Kitchen, un collettivo creativo che attraverso l’arte e la cultura porta avanti progetti in tutto il mondo, collaborando con la cooperazione internazionale.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter