Cambia rapidamente il mondo, rendendo subito obsoleta qualsiasi sua descrizione o rappresentazione. Cambiano i modi e le mode dei viaggiare: vacanze più brevi, mete circoscritte e interessi specifici presuppongono guide più maneggevoli e specialistiche. La possibilità di documentarsi in tempo reale tramite internet rende superflue alcune informazioni pratiche, ma esige guide attendibili e interessanti, capaci di offrire spunti per esperienze non banali e preconfezionate. Ne deriva che anche le guide di viaggio devono darsi un volto e un contenuto nuovo, pena la scomparsa dal mercato. Un mercato che pur facendo riferimento al cartaceo è sempre più aperto alle potenzialità offerte dall’informatica con guide online interattive e open source, aggiornate in tempo reale dai viaggiatori stessi.
Importante allora sapersi orientare non solo in viaggio, ma anche prima della partenza nella scelta della guida più adatta. Meglio non limitarsi alle collane più diffuse, che, essendo tradotte in più lingue e vendute in milioni di copie, tendono inevitabilmente a inflazionare i luoghi e le infrastrutture che descrivono. Utile confrontare i diversi volumi presenti sugli scaffali delle librerie specializzate, facendosi attrarre non solo dalle copertine patinate, ma esaminando anche altri elementi.
Se il costo di una guida incide davvero poco sull’economia del viaggio, più importante è la maneggevolezza e, soprattutto per quelle più pratiche, la data di pubblicazione o dell’eventuale aggiornamento. Da non trascurare la presenza di un indice di facile consultazione e di un indice analitico completo. Nelle guide è poi sempre presente una parte descrittiva che può essere articolata per itinerari, per aree geografiche o con le località in ordine alfabetico: ognuno scelga il sistema che meglio lo aiuta a orientarsi.
L’attendibilità dei contenuti potrà essere verificata solo sul posto, ma, viaggio dopo viaggio, troveremo sicuramente la collana che fa per noi. Perché non esiste una guida in assoluto migliore delle altre, esiste quella più adatta a un certo viaggiatore e a un certo tipo di viaggio. Di base le guide rientrano in due grandi tipologie: quelle pratiche da consultare e quelle “d’autore” da leggere, anche se non mancano guide che cercano di rispondere a entrambe le esigenze.
Chi opta per un pacchetto “all inclusive” o privilegia l’aspetto più prettamente culturale, sceglierà una guida piacevole da leggere e ricca di riferimenti storici, naturalistici e antropologici a seconda dei casi. Il viaggiatore indipendente avrà invece bisogno di una guida particolareggiata con mappe e indirizzi. Se ci si muove in paesi di cui si parla la lingua e con centri di attenzione al turista funzionanti, la scelta può cadere su guide meno pratiche e più ricche di curiosità e di suggerimenti per andare alla scoperta anche di aspetti insoliti al di fuori dei circuiti turistici abituali. Naturalmente, qualsiasi sia la guida scelta, non bisognerebbe dimenticare di affiancarvi altre letture, pescando in quel grande mare che è la letteratura di viaggio.
Ciò che una guida dovrebbe assolutamente evitare è devitalizzare e musealizzare un paese trasformandolo in un “non-luogo”, con percorsi convenzionali e città fantasma riempite di monumenti e svuotate della presenza umana. Come non dovrebbe spettacolarizzare una cultura, privilegiandone gli stereotipi e gli aspetti folcloristici. Una guida deve invece rivelare le luci e le ombre di un paese, offrire spunti alla ricerca e all’approfondimento individuale, fornire una chiave per aprire la porta di un mondo da esplorare affidandosi all’istinto, alle suggestioni dei luoghi e alle emozioni degli incontri. Deve essere, semplicemente, un buon compagno di viaggio, stimolante, attento, divertente, interessante e su cui poter sempre contare.
"Niente. Come si vive quando manca tutto. Antropologia della povertà estrema" di Alberto Salza - Sperling & Kupfer, 2009

Centro della vita religiosa cittadina, luogo di incanto in cui si affollano i turisti. Un concentrato di monumenti patrimonio Unesco di cui regina indiscussa è la torre pendente.

Verso la fine del XIX secolo, gli eserciti comprendono l’importanza della fotografia. Ecco allora nascere una figura che a stretto contatto con i militari seguirà le operazioni sul campo: i fotoreporter.

La fotografia ha un padre incerto. Quando Daguerre, da molti ritenuto il primo ad essere riuscito nell’alchimia di catturare la luce, muove i primi passi, Claude Niepce si appresta a concludere le sue ricerche. Quest’ultimo otterrà, in una data incerta che approssimativamente risale al 1825, la prima immagine dal vero.
Solo che decide di chiamarla eliografia. [...]
… mi permetto di segnalarvi un link utile per chi è in partenza e deve scegliere la guida di viaggio: sul mio blog a questo link http://acomeavventura.com/guida-alle-guide-aggiornamento trovate un elenco delle maggiori guide presenti sul mercato e rivolte a destinazioni soprattutto extraeuropee. Buona lettura e buon viaggio allora, e al ritorno mandatemi il vostro feedback sulla guida usata, la valutazione “sul campo” è sempre la migliore!