Un coltello in esposizione - foto tratta da sackmesserkult.ch
Lo abbiamo desiderato quando per noi era troppo pericoloso maneggiarlo. Sbucava dalla tasca del compagno di giochi che aveva eluso la sorveglianza genitoriale. Come al cospetto di un oggetto totemico si restava ore in cerchio a osservare la sua rossa cromatura e quella croce bianca che contraddistingueva il modello originale da quello bollato come “tarocco”.
Oggi lui, il coltello per antonomasia, è in mostra: Il coltellino svizzero – quando un oggetto diventa cult, un’esposizione temporanea che celebrerà il mitico coltellino elvetico fino al 18 ottobre 2009 in quel di Schwyz, paese che dà il nome al cantone dove si trova il Forum der Schweizer Geschichte, sede della manifestazione.
Il resto scorre nelle vene di una storia orgogliosamente affilata. Esposti, infatti, ci saranno dei pezzi unici provenienti dall’importante collezione Horst A. Brunner volti a tracciare un filo generazionale che copra la genealogia delle lame e dei loro utilizzi. Dal coltello-pistola agli opposti rappresentati dall’esemplare tascabile più piccolo del mondo e quello più ingombrante.
Ma questo sarà anche un modo per celebrare un prodotto che ha fatto la fortuna della Victorinox (una delle due storiche produttrici elvetiche) e ha segnato il modo di viaggiare d’innumerevoli vagabondi del globo terracqueo.
Perché quest’utensile, prima che diventare oggetto in dotazione all’esercito svizzero, è diventato noto in tutto il mondo per la capacità intrinseca di prestare servizio all’uomo quando le comodità sembrano lontane.
Allora ecco apparire la forbice per il campeggio, il cucchiaio per divorare l’unica porzione di carne in scatola rimasta nello zaino e addirittura anche un ago per riparare proprio quello zaino che la prossima volta eviterà di sparpagliare preziosi viveri sul ripido tracciato di montagna.
Insomma, prima della storia del coltello, prima della storia di una fiorente azienda, prima ancora di scoprire le sorprese che si celano dietro la produzione del mitico marchio a croce bianca, questa mostra celebra il “grazie” che milioni di persone vorrebbero tributare al loro coltellino di fiducia.
È rosso, è versatile, è un compagno di viaggio. In mostra.

Una città senza tempo dove il passato sposa il presente ogni giorno e coniuga la realtà alle antiche usanze. Vecchie credenze ancora rispettate nel cuore di un mondo borbonico.

La città cantata dal celebre ragazzo della Via Gluck Adriano Celentano. Non solo colate di cemento. Il capoluogo lombardo sa ancora stupire offrendo scorci suggestivi e pittoreschi. Per dissolvere la nebbia che la circonda.

Un piccolo motoscafo con cui solcare uno dei più importanti e affascinanti fiumi italiani. Una nuova tratta navigabile per passare qualche ora tra la bellezza del Parco naturale.