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Venezia, la tormenta danneggia il cimitero ebraico - foto : Lido di Venezia (VE), il cimitero ebraico danneggiato © Luca Ferrari
Lido di Venezia (VE), il cimitero ebraico danneggiato © Luca Ferrari

Venezia, la tormenta danneggia il cimitero ebraico

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Dal 1389 l’isola del Lido di Venezia ospita un cimitero ebraico. Proprio davanti alla laguna. In riviera S. Nicolò, poco distante dall’omonima chiesa. Dopo più di 630 anni, sono state gravemente danneggiate parti del muro di cinta dell’antico edificio. L’artefice, una violenta tormenta di neve che causato il crollo di alcuni alberi.

Le previsioni lo avevano annunciato. Una giornata fredda ce l’aspettavamo un po’ tutti. Una tormenta in pianura, o meglio, in laguna, non proprio. Già a dicembre e gennaio, non è proprio la norma, figuriamoci a marzo, a pochi giorni dal solstizio di primavera, quando gli stabilimenti balneari cominciano già a parlare di tariffe.

Da anni mi ripetevo che volevo farci un servizio nel Cimitero Ebraico. Complice la troppa vicinanza, l’ho sempre rinviato. Adesso è la cronaca che me lo impone. Così mi sono avviato verso questa ferita. Imboccata via Cipro, con le mura del cimitero alla mia destra, subito un cartello stradale m’indica che qualcosa non va.

L’attesa dura qualche veloce passo, e il tragico spettacolo del muro si cinta aperto in due punti si materializza davanti al mio sguardo incredulo. È incredibile pensare come basti così poco per distruggere (non in maniera irreversibile, in questo caso) secoli di storia. Nel 1386 la Repubblica di Venezia concesse al popolo ebraico l’utilizzo di un terreno incolto (la cui proprietà era però reclamata dal monastero di S. Nicolò) per creare un proprio cimitero.

Terminata la disputa con i frati, dal 1389 il cimitero fu utilizzato senza interruzioni e in seguito ampliato raggiungendo la massima espansione nel 1641. Dalle stelle alle stalle, e il declino iniziò inesorabile. Prima un costante ridimensionamento degli spazi (causa ampliamento del sistema di fortificazione dell’isola), poi la caduta della Repubblica Veneziana, quindi le occupazioni straniere con relativi atti vandalici e il “lavoro” degli agenti atmosferici, e infine il definitivo abbandono nel 1938 dopo la promulgazione in Italia delle vergognose leggi razziali.

A partire da fine millennio, un complesso lavoro di recupero portò al recupero di molte lapidi, e di recente, grazie a lavori di riqualificazione del Cimitero, sono riemerse centinaia di lapidi del ‘700 e ‘800, finora nascoste dalla vegetazione spontanea, che consentiranno di approfondire le conoscenze storiche e artistiche su un patrimonio unico al mondo.

Scatto ancora qualche immagine del crollo, poi mi dirigo verso la porta posteriore del cimitero, proprio di fronte alla Coop. Dalle inferriate arrugginite lascio partire il mio sguardo verso le lapidi. Sempre lì. Silenziose e ignare di quanto accaduto qui sopra. Ma forse su questo punto, non tutti potrebbero essere d’accordo.

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LIBRI

Latitudini V (parole in viaggio)

"Latitudini V (parole in viaggio)" di Luca Ferrari - Granviale Editori, 2011

Venezia è un pesce

"Venezia è un pesce.Una guida" di Tiziano Scarpa - Feltrinelli, 2003



4 commenti a “Venezia, la tormenta danneggia il cimitero ebraico”

  • Manuela alle ore 2:17 pm scrive:

    Grazie per la cronaca, e mi permetto di commentare la parte più importante del tuo articolo…. Ecclesiaste 9:5-6 “Infatti, i viventi sanno che moriranno; ma i morti non sanno nulla, e per essi non c’è più salario; poiché la loro memoria è dimenticata. 6 Il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto quello che si fa sotto il sole.”

  • francesca alle ore 3:52 pm scrive:

    bel sito questo, molto,molto carino

  • eleonora alle ore 9:01 pm scrive:

    Ho particolarmente gradito trovare questo articolo poichè recentemente ho riletto il libro di Bassani Il giardino dei Finzi-Contini dove si parla appunto del cimitero ebraico di Venezia..ed ora trovo queste notizie interessanti sebbene legate ad un dissesto. Spero che lo rimettano a posto perchè conto di visitarlo senz’altro in un prossimo viaggio a Venezia.

    Eleonora, Roma

  • Luca Ferrari alle ore 3:00 pm scrive:

    ciao Eleonora, sono certo che qualsiasi Amministrazione farà di tutto per sistemare un luogo d’indubbia sacra bellezza e importanza storico-artistica. Un caro salto

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