Forse se ne parla troppo. Può darsi che qualcuno abbia sfinito i lettori a colpi di catastrofismi. Ma il rischio, imminente, dell’innalzamento dei livelli dei mari a causa del riscaldamento globale, è più che tangibile. E’ realtà.
L’Olanda ha deciso di correre ai ripari scherzandoci su. Il governo ha in cantiere la costruzione di un’isola lunga circa 50 chilometri, che dovrebbe stoppare le inondazioni in futuro sempre più frequenti.
Nelle intenzioni dovrebbe avere la forma di un tulipano, fiore simbolo del paese. C’è chi, ironicamente, consiglia invece la forma della cannabis.
L’isola artificiale dovrebbe essere eretta lungo le coste settentrionali. Cioè quelle che, in futuro, saranno le più colpite dall’innalzamento delle acque gonfiate dallo sciogliersi dei ghiacciai del Nord.
Non fungerà solo da barriera, ma i cittadini potranno pure prendervi residenza. Perché l’Olanda ha una delle densità più alte d’Europa e ha bisogno di “sfoghi” abitativi.
I Paesi Bassi hanno un ordine e una pulizia che positivamente stridono con questa situazione. Una realtà che fa, amaramente, sorridere, soprattutto se si pensa ad altre meno pressate dal punto di vista demografico , ma ben più disorganizzate.
Certo, costruire un’isola non è un gioco da ragazzi. Che la si prenda sul serio o con ironia, le cose non cambiano: l’ecosistema, dicono i detrattori, ne risentirà pesantemente.
Comunque non sarebbe la prima volta; già a Dubai e in Oman il progetto di isole artificiali è stato portato a termine.
E proprio i tecnici olandesi, in questo tipo di cose all’avanguardia, hanno messo lo zampino – decisivo – nella costruzione di quelle di Dubai.
E sempre loro, gli olandesi, hanno consigliato gli statunitensi sulla ricostruzione di New Orleans. Insomma, oggi come ieri, sono loro ad intendersi più di tutti di cose di acqua.




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