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Ucraina, chi suonerà quelle campane?

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Sarà la legge del contrappasso o soltanto la necessità, fatto sta che il peggiore degli incubi di Vladimir Lenin si sta per trasformare in realtà: la religione ha battuto lo Stato.

Certamente , quello che è recentemente accaduto nella città di Lutsk, in Ucraina, solo venti anni fa sarebbe stato impossibile. Eppure è accaduto davvero.

L’immancabile statua cittadina di Vladimir Lenin che per tanti anni ha troneggiato sulla città ora verrà fusa. Non solo: si trasformerà in due splendide campane per chiese.

Uno dei simboli più importanti di quello che è stato il bolscevismo, diventerà ora uno strumento per richiamare alla preghiera i fedeli della Cattedrale dello Spirito Santo e della Chiesa dell’Ascensione. E’ la rivincita dell’ “oppio dei popoli”.

Il monumento era stato già smontato 17 anni fa, ma la statua era rimasta in deposito. Sarà la locale fonderia Valinski a provvedere al nuovo look del defunto padre dell’Unione Sovietica.

Eppure in città ancora qualcuno ricorda il giorno in cui la statua fu eretta fra gli applausi e i festeggiamenti in onore del cinquantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Ma le cose sono evidentemente cambiate.

La strage di statue di Lenin non è certo però partita adesso e da Lutsk.

Lo scorso novembre, in Ucraina altri quattro suoi busti sono stati rimossi. Quello che ora viene visto come “il simbolo del totalitarismo”, è stato demolito in tante città a seguito della decisione dei vari consigli comunali.

A testimonianza che i tempi sono cambiati e che la storia presenta sempre il conto.

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