Quando le vendite entrano in crisi capita che ci si affidi alle solite ultime spiagge. Questa volta almeno la soluzione è scenograficamente curiosa e regala un sorriso a chi ascolta questa storia.
Certo, forse sorrideranno meno i pendolari francesi che nel sonno mai interrotto si sentiranno urlare le notizie più importanti direttamente nelle orecchie ancora calde di cuscino.
Tremate, se le streghe si sono perse per strada, invece a far ritorno sui selciati parigini sono gli strilloni.
Come se non fossero mai scomparsi, direttamente dal 1800, ecco spuntare fuori i nuovi professionisti dell’adescamento giornalistico: carrello alla mano, base nelle maggiori stazioni parigine e la missione di vendere ben quattordici testate.
È una dura lotta quella che trasuda dalle parole di Denis Bouchez, direttore del sindacato della stampa quotidiana nazionale: “Diventa necessarioportare i giornali sul cammino della gente, non dobbiamo obbligarli a fare anche cento metriin più rispetto al loro tragitto quotidiano per andare a comprare il giornale”.
Una specie di nuova versione del detto che coinvolge Maometto e la montagna insomma.
Anche se l’impressione generale è che il profeta metaforicamente abbia invece scelto di recarsi al mare spiazzando anche questa teoria.
La diffusione massiccia d’internet (a banda larga e collegato ovunque tramite hot spots) rende libero il lettore di navigare a caccia di notizie comodamente senza dover spendere il becco di un quattrino.
E se alla duttile rete si aggiunge anche la comodità della radio, la lotta con la carta stampata diventa quasi inutile.
Comunque pare che lo strillone francese abbia iniziato questo revival con il piede giusto: una media di cento – trecento quotidiani venduti al giorno con un guadagno su ogni copia data via di 0,35 centesimi di euro.
I progetti delle testate comunque vogliono spingersi oltre le più rosee previsioni. Questo tentativo di “marketing urlato” vorrebbe convincere a diventare lettore il più alto numero possibile dei 4,5 milioni di pendolari che a Parigi gravitano attorno alle stazioni ferroviarie.
Un modo per fare nuovi clienti insomma. Sperando che in blocco non se la prendano per il “sonno deambulante” spezzato dalla voce dell’innocente strillone.
Infondo, ambasciatore della notizia, non porta pena.




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