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Scilla, la foresta del corallo nero - foto : L'incantevole mare calabrese (costa tirrenica) © Luca Ferrari
L'incantevole mare calabrese (costa tirrenica) © Luca Ferrari

Scilla, la foresta del corallo nero

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Spremuta di cristallo. Profumi da legegndarie divinità elleniche. L’antichità della storia in continuo e delicato corteggiamento col cielo e la sensualità della vegetazione circostante. Angoli di mondo che meriterebbero una poetica a parte. Non sono andato così lontano. Sono solo disteso lungo il manto acqueo calabrese.

Per preservare un simile ecosistema, l’assessore regionale all’ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, ha annunciato che saranno costituiti sei nuovi parchi marini. Le arre interessate saranno quelle di Scilla (Reggio Calabria), della Riviera dei Cedri (Cosenza), Baia di Soverato (Catanzaro), Scogli di Isca (Catanzaro), Costa dei Gelsomini (Reggio Calabria) e quello antistante la Costa degli Dei (Vibo Valentia).

Aldilà dell’indubbio valore naturalistico delle zone, la particolarità di questa operazione è che andrà a proteggere specie animali e vegetali molto rare, se non sconosciute. Notevole, se non addirittura strabiliante, la scoperta fatta sui fondali di Scilla (promontorio proteso sullo Stretto di Messina) da un team di ricercatori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale).

In una profondità fra i 50 e 110 metri, è stata trovata la più grande foresta di corallo nero al mondo (si parla di circa trentamila colonie). La scoperta è avvenuta nell’ambito di un importante progetto sul monitoraggio delle biodiversità marine della Calabria (iniziato nel 2005).

Il gruppo, entrato nelle acque del mare della Calabria a bordo di un sottomarino (un robot marino capace di immergersi fino a quattrocento metri di profondità) è riuscito a osservare, filmare e fotografare numerose specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali non erano mai stati osservati nel loro ambiente naturale.

Oltre a questa particolare specie di corallo, appartenente al gruppo degli esacoralli dell’ordine Antiphataria (e tipico dei mari tropicali, come in quel di Cuba), sono stati trovati anche gorgonie (organismi coloniali formate da polipi), alcionari, pennatulacei.

Non nuova a una certa attenzione all’ambiente marino, nella regione meridionale, l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”, in provincia di Crotone, ne è un valido esempio. Quasi quindicimila ettari tutelati e quaranta chilometri di costa, la zona rappresenta il proseguimento nelle acque del Mar Ionio delle propaggini più orientali della regione Calabria e più precisamente dell’area conosciuta come Marchesato.

Il programma di ricerca nei fondali marini continuerà ancora per tutto il 2010. Le speranze dei ricercatori sono quelle di trovare altre specie rarissime. Distolgo lo sguardo, e trattenendo il respiro, apro gli occhi dentro il mare. Chissà cosa si nasconde lì sotto. Chissà quante vite incontaminate non hanno ancora fatto la conoscenza del genere umano.

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1 commento a “Scilla, la foresta del corallo nero”

  • Anna Maria alle ore 4:19 pm scrive:

    Penso che l’Italia abbia dei tesori splendidi!!!! Uno di questi è la Calabria, dove quest’anno trascorrerò la mia settimana di ferie. Non occorre andare tanto lontano per ritrovare la bellezza di una natura incontaminata… ma spesso non è questo che la gente cerca! Oggi bello è sinonimo di lontano, lo vedo nei ragazzi della mia età, la cui vacanza ideale deve “contenere” almeno una giornata di viaggio. Una piccola riflessione sorta leggendo questo articolo. Grazie.

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