Un gruppo di viaggiatori si affaccia dallo strapiombo del Preikestolen, a 600 metri d’altezza sul Lysefjord e mi chiedo se non provino la stessa vertigine che avverto io. L’aurora boreale, giunta sull’isola di Sommarøy, danza elegante sopra la base di Troms, indossando una tunica dalle pieghe iridescenti. Il vento del Nord mi scompiglia i capelli sulla prua di un battello postale dalla livrea bianca e amaranto, lungo lo stretto Trollfjord. Norvegia, quante emozioni anche ferma qui, tra i palazzi del centro di Milano.
Emozioni rivissute insieme a chi ti ha conosciuto da vicino, aprendomi lo scrigno dei ricordi. E che vivo anche ora, in Via Dante, attraverso gli occhi e gli obiettivi dei fotografi che hanno ricomposto la tua bellezza nei ventotto scatti della mostra en plain air Norway. Powered by Nature. C’è chi si ferma solo un momento davanti ai pannelli, sfogliando distratto il tuo libro delle meraviglie. Io mi fermo e cerco di associare le voci alle immagini, come un personale documentario sui luoghi del cuore.
La mostra fotografica, visitabile fino al 6 giugno nella vetrina d’eccellenza del centro città, è solo una delle tante iniziative che hanno animato la Norweek 2010, un’iniziativa promossa dall’Ambasciata norvegese con il patrocinio del Comune di Milano. Con degustazioni gastronomiche, seminari linguistici e proiezioni cinematografiche, a conferma dell’interesse sempre crescente degli italiani verso questa nazione, sintesi perfetta dell’equilibrio millenario tra uomo ed ambiente.
La foto della piccola casa rossa a Nordland, nelle isole Vesterålen, mi infonde una dolce malinconia: la residenza, simile ad solitario papavero estivo, spicca nell’immensa e vuota brughiera verde solo per la sua colorata presenza. L’uomo e la tecnologia, qui, si accostano alla Natura con rispetto e riverenza. Come il veliero che pare in rotta di collisione con l’imponente ghiacciaio Monaco, che mi fa provare un brivido di freddo nonostante i 30 gradi all’ombra di Milano.
Mille sfumature di verde e azzurro trasformano il Sognefjord a Strynefjell in un quadro pop alla Pollock. Percepisco la temperatura bassissima dell’acqua, ma la tentazione di buttarmici dentro è fortissima. Sarà per questo che osservando le casette a Lom, nella contea di Oppland, coi tetti ricoperti di terra carica d’erba e gramigne, immagino il tepore del camino che ti accoglie all’ingresso? Osservo questi stupendi ritratti di Norvegia e mi sorprendo della loro resa nonostante l’asettica bidimensionalità del supporto.
Concludo il mio viaggio immaginario al quartiere anseatico di Bryggen, patrimonio dell’Unesco situato nella dinamica Bergen, sulle cui strade hanno camminato amici del passato e del presente, tutti affascinati dalla muraglia di legno dai vivaci colori, o dal chiassoso mercato del pesce. Ferma davanti al pannello, scatto una foto e annoto un pensiero sul blocco appunti: “Io non ci sono mai stata, ma è come se lo fossi…”. O suona più come un desiderio da realizzare, Norvegia?





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ciao.
bello, il tuo pezzo.
Ciao Nat,
sono contenta che il pezzo ti sia piciuato. A volte anche una mostra otografica basta a suscitare delle emozioni. Anche se la Norvegia resta un viaggio da realizzare, prima o poi.