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Russia, il ritorno di Baffone - foto : Un poster che ritrae Stalin - Foto tratta da Wikipedia
Un poster che ritrae Stalin - Foto tratta da Wikipedia

Russia, il ritorno di Baffone

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Gira uno spot televisivo in Russia che recita: “Abbiamo già scelto il nostro futuro (e appare la foto del primo Ministro Medvedev), ora scegliamo il nostro passato”.

A trasmetterlo è l’emittente Rossiya. Lo scopo? Pubblicizzare il concorso televisivo “Il nome della Russia”.

Nato da un format della BBC e già sperimentato in altri paesi, il gioco è semplicissimo: i telespettatori, attraverso il voto, dovranno scegliere, fra 500 personalità di rilievo, quella che più di tutte identifica una nazione, in questo caso la Russia.

Lanciato da ormai sei mesi, “Il nome della Russia” ha visto la partecipazione attiva di ben 1,5 milioni di votanti.

Dopo aver scremato i 500 nomi iniziali, essere passati attraverso un’ulteriore cernita a solo 50, oggi siamo giunti alla fase finale in cui 12 sono le personalità rimaste in gioco.

Una speciale classifica viene redatta e aggiornata quotidianamente e quindi resa pubblica via TV e via web. Fra le 12 personalità ci sono cantanti, scrittori, santi e, ovviamente, politici.

Ed è proprio questo il problema: a guidare il gruppo, con ben 180.000 voti (40.000 in più sul secondo, il cantautore e attore Vladimir Vysotsky) c’è nientemeno che il terribile “baffone” Josef Stalin.

Il direttore della rete, Alexander Lyubimov, ha affermato che “sì, la Russia è un paese imprevedibile, ma non capisco perché la gente continui a votare Stalin. Non gli fa paura una cosa del genere?”.

Visto il crescente numero di voti, sembrerebbe proprio di no, anche perché, di poco staccato, spicca l’imponente figura col pizzetto di Lenin.

Sul forum dedicato al concorso, numerosi sono gli scontri fra i partecipi nati, la maggior parte però vertono proprio sulla scelta di Stalin: Irina, per esempio scrive: “Ma come si fa a votare quel bastardo sanguinario? Non sanno che è stato uguale a Hitler?”. Forse no, verrebbe da dire.

O peggio, forse sì: se allo zar Putin si preferisce la dittatura di Stalin, allora una ragione probabilmente deve esserci. Intanto i voti continuano fino alla fine dell’anno e chissà che allora non sia caduta qualche testa. Anzi, qualche baffo.

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LIBRI

Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro

"In alto mare. Viaggio nell’Albania dal comunismo al futuro" di Antonio Caiazza - Instar Libri, 2008

Sfogliare la Russia

"Destinazione incerta. La Russia dal 1989" di Lovell Stephen - EDT, 2008



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