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Pedaggio a Nord-Ovest

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Quando si è più abili a concentrarsi sul dito invece di guardare la luna.

Questa potrebbe essere la riflessione schietta di chi con attenzione guarda al futuro di quello che da sempre è stato chiamato “Passaggio a Nord-Ovest”, la famosa rotta che unisce l’Oceano Atlantico con l’Oceano Pacifico attraversando l’arcipelago artico del Canada.

Sorridenti ed emozionati come scolaretti i naviganti accolgono come una bella fiaba le inquietanti parole della statunitense NASA: entro il 2015 quella zona sarà navigabile anche senza l’ausilio di rompighiaccio.

L’entusiasmo, appunto, si sofferma sul dito (la possibilità di solcare finalmente quelle acque) dimenticandosi di guardare la luna (il repentino scioglimento dei ghiacci artici).

Chiaramente il problema internazionale è servito.
Il Canada reclama come sue quelle acque giudicandole territoriali e non internazionali, progettando quindi di inserire una tariffa sul transito delle future imbarcazioni.

In più, come comprensibile, si affaccia lo spettro della futura lotta mondiale per gli ultimi ingenti giacimenti petroliferi, giacimenti che sul fondale di queste zone sembrano abbondare.

Da sempre queste terre sono motivo di lotte politico-burocratiche, ma la presenza di ghiaccio perenne aveva trasformato il tutto in una semplice battaglia dal sapore ideologico.

Ora che i ghiacci si sciolgono non sono solo le temperature delle acque a salire, ma anche quelle dei rapporti tra le varie nazioni in gioco: il Canada si è già detto pronto ad investire tre miliardi di dollari per comprare otto navi da pattugliamento e con altri fondi costruirà due basi militari in loco.

La burocrazia alle volte però si dimostra l’ultima ancora di salvezza in queste occasioni.

Il Passaggio a Nord-Ovest infatti è un argomento ben conosciuto in sede ONU che ne vuole fermamente preservare l’importantissimo equilibrio ecologico.

Per l’Antartide si fece un trattato che di fatto preserva queste terre da ogni sfruttamento petrolifero fino almeno all’anno 2048.

Si spera in futuro che il Polo Nord goda anch’esso di tale protezione.

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