Nicosia, Cipro. L’isola dove, secondo la leggenda, nacque Venere. Una terra meravigliosa circondata da un mare notoriamente periglioso. Ed è proprio nelle profondità buie di questo mare dai riflessi di smeraldo, che è stata trovata un’antica nave greca, che dai primi dati, sembra risalire a 2300 anni fa.
Della scoperta parla Stella Demesticha, archeologa marina dell’Università di Cipro. La studiosa ha affermato che raramente nelle acque del mare greco è stata rinvenuta un’imbarcazione in così buone condizioni.
Circolano già alcune ipotesi su cosa trasportasse la nave al momento del naufragio: dalle prime immagini dei fotografi specializzati, che però sono tabù per la stampa, si intravedono chiaramente sagome di anfore di terracotta, usate nell’antichità greca per il trasporto di cibo e, soprattutto, di vino.
Le prime analisi comparative con altri esemplari rinvenuti in Grecia hanno dimostrato una stretta somiglianza tra questi contenitori e quelli reperiti sull’isola di Chio: l’ipotesi è quindi che la nave veleggiasse da Chio verso Cipro, quando venne colta da un violento temporale che ne provocò il naufragio.
Secondo la Demesticha, il recupero dell’imbarcazione potrà fornire utili informazioni circa lo stato dei traffici commerciali dei Greci con gli altri popoli del Mediterraneo, Cipro, in primis, nel periodo in considerazione, il quarto secolo prima di Cristo, in cui l’egemonia delle polis viene lentamente ridimensionandosi e nuove minacce si addensano sulla culla della civiltà.
Il recupero dell’imbarcazione, che giace ad una profondità di circa 400 metri, avverrà a partire da giugno, mentre nuove esplorazioni marittime, alla ricerca di nuovi ed inaspettati tesori del mare cipriota, verranno effettuate ad ottobre.




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