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Mostra del Cinema, nomadismo culturale - foto : P. Baratta (sx), M. Müller (dx), alla presentazione della 65° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica © Luca Ferrari
P. Baratta (sx), M. Müller (dx), alla presentazione della 65° Mostra Internazionale d’Arte [...]

Mostra del Cinema, nomadismo culturale

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Viaggio fra culture. La vita che trasmette emozioni. Le ambizioni. I sogni. L’immaginazione. La cruda realtà. L’interpretazione. Lungometraggi in anteprima mondiale. La sezione Orizzonti, proiezioni speciali su tematiche toccanti. La Biennale di Venezia v’invita alla 65° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Con una conferenza stampa organizzata nella lussuosa cornice del Westin Excelsior Hotel di Roma, Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia e Marco Müller, Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, hanno finalmente svelato tutti (non proprio) i segreti (partecipanti, e non solo) di questa nuovo appuntamento.

È un vero mosaico di celluloide quello che si appresta a sbarcare da mercoledì 27 agosto nell’isola del Lido di Venezia, per restare poi a farsi ammirare fino a sabato 6 settembre. Fra i partecipanti, i fuori concorso e le sezioni a parte, sono ben diciotto i paesi che presenteranno i loro lavori.

Italia, la più gettonata, con venti presenze, di cui quattro in concorso, ma occhi molto puntati sulla versione inedita di La Rabbia (1963), del compianto Pier Paolo Pasolini (1922-1975 ). Seguono Francia e Stati Uniti con dieci presenze.

Poche opere per il ricco cinema americano, qualcuno ha sostenuto. Forse dovuto allo sciopero prolungato degli sceneggiatori di Hollywood? Vero o non vero che sia, sarà comunque una pellicola a stelle e strisce ad aprire la kermesse: Burn after reading dei freschi fratelli vincitori di Oscar, Joel e Ethan Cohen.

Quattro pellicole invece per Brasile e Giappone, due per la Cina, Isole Filippine, Messico, Russia e Spagna. Un solo film per Algeria, Etiopia, Germania, India, Israele, Turchia e Iran.

A rappresentare quest’ultimo, sarà Shirin, realizzato dal regista Abbas Kiarostami, molto noto in Italia, e che ha recentemente realizato la mostra fotografica Gente, strade e paesaggi insieme al prof. Riccardo Zipoli, docente di Persiano all’Università di Ca’ Foscari a Venezia.

Non mancheranno di sollevare molte riflessioni le proiezioni speciali che saranno realizzate dalle associazioni Articolo 21, Emergency e Medici Senza Frontiere. La prima tratterà il tema delle morti bianche, la seconda delle vittime di guerra in Afghanistan e Sudan, e MSF sulla difficoltà del lavoro umanitario in alcune delle zone di guerra dove opera, Liberia e Congo.

Cosa può dare ancora il cinema? Cosa ci può raccontare? Modernità, passato e presente, o c’è qualcosa di più? Pluralismo, contraddizioni e verità. Comun denominatore fra le pellicole scelte, qualità e libertà narrativa. Saranno loro a guidare il pubblico, e i rispettivi applausi, durante le moltissime proiezioni.

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