Diari di viaggio. Appunti istintivi. Linguaggi. Eredità. Prospettive. Connessioni. Parole diventano progetti. Ispirazioni assumono forme concrete nelle idee delle nuove Ere. Il colore viene scaricato dalla mente verso una nuova concezione dello spazio. La città immortale viene immaginata, e scritta nel gesto più immediato. È la mostra Mapping Contemporary Venice, evento collaterale della 12. Mostra Internazionale di Architettura People meet in Architecture.
L’esposizione, aperta al pubblico fino a lunedì 20 settembre (h. 10-17) nell’isola di San Servolo, è stata realizzata dai nomi più prestigiosi dell’architettura internazionale e dagli studenti di varie università. Si tratteggia una Venezia sperimentale. Sembra quasi di averla fra le mani. Appuntata e progettata sui noti taccuini da viaggio Moleskine, collocati all’interno di teche trasparenti e aperte dove, con speciali guanti di cotone, si possono sfogliare le pagine assaporando sui polpastrelli la creatività degli artisti, e seguendone così lo sviluppo pagina dopo pagina.
Spinti dall’esigenza di elaborare un racconto visionario della città, gli architetti e gli espositori invitati hanno delineato un passaggio concettuale verso i possibili futuri di questo territorio, incoraggiando un confronto tra sviluppo economico e innovazione sostenibile.
Due le diverse prospettive affrontate. Detour, progetto itinerante che presenta taccuini Moleskine d’autore donati dai loro creatori alla fondazione non profit lettera27 e che affronta per la prima volta Venezia, dopo aver toccato New York, Londra, Parigi, Berlino, Istanbul e Tokyo. E myDetour, i cui protagonisti sono 20 studenti della Venice International University, di accademie e università internazionali e di Venezia.
Poeti e artisti di una volta. Nuove generazioni. Chiunque sbarchi nell’isola lagunare si porta dentro ricordi personalizzati pronti a sfociare come rudimentali eruzioni da rielaborare. Qualcuno li fotografa. Qualcuno li scrive. Qualcuno semplicemente li vive. E qui, nell’estro degli autori coinvolti provenienti da Italia, Brasile, Francia, Germania, Spagna, Messico, Belgio, Stati Uniti, Ungheria e Burkina Faso, la Serenissima diventa un luogo mutante. Babele sperimentale plasmata dalla continua ed evolutiva ispirazione. Aleterego di un nostro frammento d’anima.
Tra le opere che hanno più colpito, sindaco di Venezia incluso, il progetto dello studio JDS Architects. Con un salto temporale di cinquant’anni ha portato l’antica Repubblica Marinara a confrontarsi nel 2060 con l’eterno problema dell’acqua alta, creando una sorta di recinto di difesa dell’isola, realizzato da una sequenza di grattacieli dalla forma di stella, che ben si sposa con la forma della città.
L’inchiostro nero cola da dirigibili. Si mescola con il volo dei nostri occhi per riemergere dall’acqua e lanciare una nuova visione possibile. Venezia, avatar millenario e contagioso per ciascuno di noi, conteso tra intuzioni, approfondimenti e intatta meraviglia. Poi tocca a me. Intingo una mano. Provo a collezionare il frastuono dell’orizzonte che contempla la mia palma passeggera. Prendo parte di ciò che vedo. Ne divento protagonista camminante. Sono il rimbombo del futuro che lascia l’ancora a prua della Storia appena visionata.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




