Asia, Sud America e Africa suscitano da sempre il fascino di un non so che di esotico e affascinante.
A Milano, dal 7 al 13 aprile si è tenuta la 18° edizione del Festival cinematografico dedicato ai tre continenti.
Questa manifestazione ha dato la possibilità di viaggiare alla scoperta della realtà quotidiana, delle culture e le storie di questi luoghi.
I registi e gli attori non facevano parte della cerchia dei conosciutissimi e strapagati personaggi di Hollywood. E non si parlava di incassi record o di inediti effetti speciali.
L’unica cosa che ha avuto davvero importanza è stata la completa e totale immersione nelle storie di tutti i giorni di queste civiltà attraverso la visione e proiezione di immagini dai contenuti profondi e le inquadrature semplici.
L’evento, inoltre, ha omaggiato Sembène Ousmane, il padre del cinema africano da poco scomparso, riproponendo la visione di tutti i suoi film.
E’ stato come ripercorrere gli ultimi 50 anni della storia africana vista dai suoi occhi, pieni di voglia di mostrare al mondo le lotte sociali e i problemi del Continente Nero.
Tutti i film proposti durante il Festival hanno seguito la linea di pensiero di Sembène. Ogni regista si è imposto di usare il cinema come strumento educativo nei confronti del proprio popolo e del resto del mondo. Impegno morale e sociale ha accompagnato ognuno di loro.
Rispetto alle altre edizioni, quest’anno la novità ha riguardato il Festival Center, un grande spazio riservato agli ospiti e agli spettatori che sono stati intrattenuti con mostre e attività multidisciplinari.
Si è assistito a spettacoli di danza, mostre, a giochi di società ma anche a decorazioni all’hennè.
E in un attimo ci si è trovati a viaggiare con la fantasia in mondi lontani, circondati da atmosfere un po’ esotiche e un po’ misteriose.




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