Si scrive “cantiere” e si legge “disagio”. Nemico perlopiù immortale di ogni essere umano che si deve spostare da un punto della terra a un altro. Imprevista eventualità di chi ha minuziosamente preparato una precisa tabella di marcia.
Ci sono notizie però che aprono il cuore. O meglio, accendono la fantasia e con lei tutto ciò che di vitale si ha dentro. E questo è il nostro caso. Ci troviamo a Malta, isola del mar Mediterraneo, soglia tra il mondo europeo e il continente africano.
Nella sua capitale, La Valletta, s’è forse coronato un sogno. Un sogno diventato realtà proprio nel tentativo comune di aprire un cantiere per creare degli utilissimi parcheggi interrati nella famosa Wesgħa l-Palazz, o Piazza Palazzo.
Ma per scoprire l’arcano bisogna fare un salto temporale girando indietro le pagine della Storia. Siamo tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. In questo periodo inizia a circolare la leggenda che sotto La Valletta esista una città sotterranea costituita di labirinti militari e vie segrete.
Il tutto dovrebbe essere attribuito ai Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, o più semplicemente detti Cavalieri di Malta. Pare che costruirono questa realtà sotterranea (insieme alle fortificazioni) per difendersi da un possibile attacco da parte degli eserciti musulmani.
Una voce, una leggenda che pochi conoscono e nella quale pochi credevano. Eppure il 24 febbraio di quest’anno qualcosa è affiorato, come Borg Claude, responsabile di questo studio sottolinea nello stupore generale: “Molte persone dicono che ci siano passaggi e un’intera nuova città qui sotto. Ma dove sono i tunnel? Esistono veramente? Almeno però possiamo dire d’avere trovato tracce della loro presenza”.
I primi dubbi sorsero dal rinvenimento di un semplice canale idrico sotterraneo. La successiva scoperta di un serbatoio sotto Piazza Palazzo però aprì nuove strade d’indagine. Da esso parte infatti un tunnel che porta verso il Palazzo dando vita a diverse ramificazioni.
Edward Said, architetto della Fondazzjoni Wirt Artna, si sbilancia dicendo che probabilmente questa è solo la punta dell’iceberg. Questi tunnel potrebbero essere la prima parte di un più grosso sistema idraulico dotato di gallerie per l’accesso e la manutenzione.
Si parla d’acqua proprio perché i Cavalieri di Malta non lasciarono nulla al caso: le fortificazioni anti musulmane reggevano sì grazie alla loro costruzione su piano elevato, ma se cinte d’assedio per un lungo periodo avrebbero dovuto essere quantomeno rifornite di acqua.
Lo spettro delle pestilenze poi lasciò il segno da queste parti. Soprattutto dopo l’arrivo della morte nera nel 1340. Questi sistemi idraulici erano forse l’assicurazione per prevenire il ritorno di un incubo.
Storie antiche che aprono diversi fronti d’indagine. Ciò che si può scoprire da un cantiere. Nella pancia di La Valletta.





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