Un club dove potrebbero riunirsi i lavoratori della metropolitana londinese.
Lungimiranza dopolavoristica o barzelletta di cattivo gusto?
Domanda che nasce spontanea se si pensa che un dipendente della Tube passa già la sua giornata lavorativa sotto terra e che forse non ha intenzione di ricercare svago completando la propria metamorfosi in una talpa.
Ma andiamo per gradi.
È di questi giorni la notizia che la British Telecom abbia messo in vendita i mitici tunnel di Kingsway.
Per i meno avvezzi all’architettura londinese diciamo che questi furono costruiti durante il secondo Conflitto come rifugio per i cittadini e che nell’immediato dopoguerra hanno ospitato la fittissima attività dei servizi segreti di sua Maestà.
Numeri che ci portano tra le pagine di un passato intriso di sudore, di fumo nervoso di sigaretta e di comunicazioni che potevano porre la parola “fine” alle sorti dell’intera umanità.
Sì, in questa rete di tunnel lunga più di un chilometro, trenta metri sotto gli ignari passanti, fu custodita quasi mezza tonnellata di documentazione segreta e fu costruita la centralina telefonica che univa il presidente degli Stati Uniti con quello dell’Unione Sovietica.
Passi frenetici, maniche di camicia arrotolate, cravatte allentate, sudore sulla fronte, portacenere con l’odore dei filtri arsi nella montagna di cicche spente.
Se la tensione era troppa gli impiegati dei servizi segreti potevano però lasciare per un attimo le preoccupazioni di un mondo vicino al collasso atomico per andarsi a rilassare nella sala adibita allo svago.
E le partite politiche si scioglievano sui verdi teli di numerosi tavoli da biliardo dove si tentava di dimenticare ciò che continuava ad esistere solo trenta metri sopra la propria sudata fronte.
“Siamo alla ricerca di un acquirente con immaginazione e capacità che sappia trasformare questi tunnel in qualcosa di produttivo. E’ un luogo con una storia fantastica alle spalle ed ora che non ci serve più per le telecomunicazioni è giusto venderlo”.
Parole chiare e decise di British Telecom.
Peccato che già nel 1996 questo invito cadde nel vuoto lasciando il lungo cunicolo sfitto come una vecchia casa di periferia.
Eppure ci troviamo anche nel centro della vecchia ed affascinante Londra.
E allora ecco che la fantasia della carta stampata locale azzarda delle soluzioni possibili.
Un cinema potrebbe essere un’opzione valida, una discoteca per alcuni, oppure uno showroom darebbe risalto a questa storica struttura.
Ma l’idea di un dopolavoro per dipendenti della metropolitana ci coglie con un sorriso.
Cinque milioni di sterline per ricacciare sotto terra chi invece vorrebbe uscire.
Strana gente s’incontra a Londra.
Proprio strana.





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