Nella terra della Regina non si dorme mai. Che sia la strenua ricerca del nuovo poeta di corte, oppure un gigantesco progetto ferroviario non conta.
“Non abbiamo più costruito una ferrovia importante dai tempi vittoriani”, afferma Lord Adonis, Ministro dei Trasporti. Parole solenni, parole cariche di speranza.
Ed è proprio l’ultimo di questi sentimenti che è in gioco qui: sperare di poter mettere in piedi una linea veloce che unisca Londra alla Scozia.
Una speranza che Jim Steer, della Greengauge 21, azienda che ha già presentato un progetto in merito, sembra non voler farsi sfuggire.
“Dovrà essere pensata nella stessa maniera con cui abbiamo voluto creare la rete autostradale nazionale. Il tutto interesserà il creare un moderno e affidabile sistema di trasposti per la nazione”.
E la fantasia dei progettisti è oramai partita a briglie sciolte: c’è chi si ferma con le rotaie a Birmingham e chi si spinge più in là ipotizzando un collegamento con le città di Edimburgo e Glasgow.
C’è chi, per abbattere i costi, vorrebbe utilizzare la vecchia ferrovia e chi in un impeto di creatività vorrebbe portare in terra europea la tecnologia Maglev che prevede l’impiego di magneti che terrebbero le carrozze sopraelevate.
I sorrisi però alle volte possono anche tramutarsi in visi tristi.
Soprattutto se di mezzo ci sono le richieste della parte orientale della nazione che vorrebbe essere presa in considerazione tanto quanto la vicina zona settentrionale attraverso lo sviluppo della linea su un duplice fronte, est e nord appunto.
E come biasimarli se si pensa che la nuova linea abbatterebbe le classiche due ore per raggiungere Manchester, posizionando le lancette del cronometro su ottanta minuti circa di percorso dalla capitale.
Anche se però la città che porta il motto di Saggezza e Fatica pare scontentare altre persone che non vorrebbero far passare la ferrovia per il suo centro deviando il tracciato piuttosto verso la scorrevole area dell’aeroporto per evitare rallentamenti.
Ma sul piede di guerra sembrano esserci anche le piccole pedine in questa grossa scacchiera.
Per esempio Bicester nel North Oxfordshire, a metà via tra Londra e Birmingham, si vedrà passare, probabilmente, la futura linea a ridosso senza che venga creata nemmeno una fermata in loco.
E questo progetto, infatti, lascia incredulo il bicesteriano David Watts, ingegnere e convinto detrattore di questa scelta:
“La cosa più assurda è che ci metterò di più ad andare a Londra rispetto a chi vive Manchester”.
Ma la carta “canta” soprattutto se in ballo ci sono risparmi e grandi somme investite. Si pensa, infatti, di tirare fuori dal salvadanaio undici miliardi di sterline. E la politica sembra apprezzare trasversalmente.
I Liberali Democratici pensano che sia un progetto environmentally-friendly, i Conservatori addirittura vorrebbero che la linea proseguisse fino a Leeds.
Un plebiscito parlamentare, dunque. Un’occasione rara da non lasciarsi scappare. Tutti in carrozza!





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