Ha un suo nome ma ai londinesi piace chiamarlo Il Monumento.
Simbolo, ricordo, statica memoria di quel terribile incendio che nel 1666 distrusse per tre giorni più di tredicimila case, ottantasette chiese parrocchiali, numerosi luoghi della burocrazia capitolina e la Vecchia Cattedrale di San Paolo.
Un dolore che non voleva e non poteva essere dimenticato così facilmente. Per commemorare questo nefasto avvenimento Londra, sei anni dopo, costruì un gigantesco monumento proprio dove il devastante incendio partì.
Sessantuno metri di dorica romanità nel cuore della City. Un record per i tempi dall’alto dei suoi trecentoundici scalini. Patria del fiatone e del sempre presente acido lattico.
La famosa colonna è stata riaperta dopo diciotto mesi di restauri tra teli e impalcature. Un piacere per chi ha il coraggio di mettere i propri polmoni alla prova. Un coraggio ben sottolineato dallo stesso architetto responsabile dei lavori di rifacimento, Julian Harrap:
“Gli scalini sono una sfida per chiunque. Al duecento cinquantesimo speri che l’ultimo arrivi molto presto”.
Il primo giorno d’apertura ha registrato comunque una grandissima affluenza. Un successo pare figlio di molteplici fattori. Primo su tutti il normale clamore del debutto.
La temperatura e un cielo primaverile hanno poi convinto anche i più pantofolai a imbroccare la massacrante scalata.
Per finire mettiamoci pure la sempre verde presenza delle scolaresche londinesi che, guarda caso, hanno nel programma delle elementari il triste avvenimento che sconvolse Londra nel lontano 1666.
Un incrocio, insomma, d’interessi culturali, curiosità e volontà di mettersi alla prova verso un premio che sembra valere ogni goccia di sudore: un brivido a trecentosessanta gradi attraverso i tetti della St. Paul’s Cathedral, fino alle fredde acque del Tamigi, dal suggestivo Crystal Palace ai rumorosi muri della Houses of Parliament.
Un gioiellino tutto romanico con alla base quattro leoni che fanno la guardia al difficile cammino che porta verso la sfera dorata, simbolo del fuoco distruttore.
E anche le tasche dei visitatori sembrano sorridere: tre Sterline per un adulto, una per i bambini. Probabilmente il monumento più economico da visitare in tutta Londra.
Alla fine dell’avventura fatta di trecentoundici scalini viene anche rilasciato un attestato di presenza anche se sarebbe molto più coerente un certificato di sana e robusta costituzione.
Scherzi a parte Il Monumento londinese ha deciso anche di lanciarsi nell’era moderna della tecnologia: una webcam, aggiornata ogni sessanta secondi, mostra ai visitatori del sito ufficiale l’esperienza di chi è arrivato sulla cima.
Un assaggio che però chiama in causa solo chi ha del fegato. Raccogliere o no la sfida degli scalini. Arduo e muscolare dilemma.





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