Si sono spente le luci della famosa capitale del gioco e del divertimento, patria di Elvis Presley e della vita da night a causa di un periodo economicamente critico. Riusciranno gli americani a riaccendere le luci della città dei facili dollari, dove Lady Liberty si incontra con le piramidi e con l’antica Roma?
Non solo stop alle luci della città ma anche ai nuovi casinò che Donald Trump doveva realizzare. Si sta vivendo una vera e propria recessione. Inutile costruire lungo lo streep casinò che non si riusciranno a vendere.
Dopo aver venduto milleduecento appartamenti, di cui un monolocale di settanta metri quadrati del valore di ottocentomila dollari, agli americani e ai nuovi ricchi del mondo, ha annunciato una pausa.
Si è arrestato il magico meccanismo del gioco che teneva in piedi l’intera nazione del Nevada. Lo scorso gennaio i guadagni dei casinò sono scesi quasi del cinque per cento, poi a febbraio le entrate fiscali che arrivano dal gioco, che sono il quaranta per cento del bilancio del Nevada, sono precipitate del tredici per cento.
Diminuiscono i turisti, i giocatori, le prenotazioni in alberghi. Diminuiscono i turni di lavoro di tutti coloro i quali stanno dietro le quinte dei tavoli da gioco, dai camerieri ai posteggiatori.
Tristi conferme arrivano dalla MgmMirage, la compagnia che controlla gioielli del lusso come il Bellagio, al cui interno è stato realizzato il lago di Como, e dal Mandala Bay che hanno rilevato un crollo nelle prenotazioni di congressi e convention.
La compagnia aerea Us Airways ha deciso di tagliare i suoi voli notturni in partenza e in ritorno dalla capitale delle slot-machine a causa del petrolio che le ha reso la tratta meno conveniente.
Bill Lerner, analista della Deutsche Bank specializzato nei proventi del gioco, parla di una crisi economica diversa dalle precedenti perché figlia di un rallentamento da parte dei consumatori che però viene enfatizzato dalle preoccupazioni per il crollo del settore immobiliare e dalla mancanza di fiducia degli investitori nelle Borse.
Ha aggiunto:”Anche se non lo siamo formalmente, la maggior parte della gente pensa che siamo in recessione e questo avrà conseguenze su tutti: dal resort più lussuoso al più piccolo dei casinò periferici. Può darsi che i clienti continueranno a venire, ma i loro budget saranno inferiori”.




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