Il logo della mostra che ha aperto la manifestazione M2M x Africa
L’Africa. La culla dell’uomo. Un meraviglioso triangolo di terra collocato tra due oceani e tra due emisferi. Un gigantesco e affascinante angolo di mondo che porta però, i segni di ferite profonde, dolorose, e apparentemente inguaribili.
Una porzione di globo sul quale sembrano essersi concentrati, a causa di una sorta di misteriosa maledizione, gli sfregi delle più cupe degenerazioni dell’animo umano. Un luogo colmo di contraddizioni. Un territorio ricchissimo ma da sempre piegato a una sconvolgente povertà. Una terra grondante di cultura ormai continuamente imbarbarita da cruente e interminabili guerre.
Un paese dal quale per troppo tempo la logica della convenienza ha portato l’Occidente a distogliere colpevolmente lo sguardo. Un tentativo per porre una piccola pezza a questa situazione arriva dall’iniziativa “M2M x Africa”. Un progetto voluto da M2M multiservices – società di comunicazione da sempre sensibile alle problematiche umane – che dà vita a Milano a una serie di iniziative basate sui principi della responsibilità sociale.
La manifestazione è stata inaugurata il 22 e 23 di novembre con l’iniziativa Mshumaa, una mostra particolarissima dove viene raccontata l’esperienza umana del fotografo Salvatore Ferrara in Tanzania. Una vero e proprio percorso multisensoriale che coinvolge vista, udito e subconscio, dove ogni foto dei luoghi attraversati nel corso del viaggio è accompagnata da un brano poetico di Tommaso Di Dio.
Brevi componimenti volti a isolare ed evidenziare il senso profondo di ogni fotogramma. Il tutto è presentato in un ambiente pervaso dalle evocative note delle musiche create per l’occasione dai musicisti Sebastiano Ciurcina e Anouschka Trocker.
Un’esposizione in continua evoluzione che cambia allestimento a ogni tappa perché perennemente alla ricerca di una perfetta armonia con i luoghi che la ospitano. Dal 1 dicembre sino al 10 vedrà la luce un’iniziativa promossa da Saman – associazione di aiuto contro le tossicodipendenze – e realizzata da Mauro Pinto.
La mostra è toccante e sconvolgente. Una luce puntata su una delle piaghe oscure che affliggono e martoriano la popolazione africana. Ma anche un tuffo nel mondo di solitudine e dolore che da sempre imprigiona i diversi. In questo caso tutti coloro che lo sono per nascita perché albini, o per malasorte perché contagiati dal virus dell’ Hiv.
A chiudere la rassegna, dal 13 a 14, “Ingegneria senza frontiere”, una nota di speranza e ottimismo dedicata a Congo e Kenya che ha per obiettivo la costruzione di pozzi e il sostegno delle micro-imprese locali.
Infine la sera del 17 ci sarà una grande festa per raccogliere fondi a favore dello sviluppo del Mozambico. Un’opportunità eccezionale per veicolare risorse e attenzioni a favore dei paesi più in difficoltà nell’ottica di un mondo più equo e solidale, in definitiva un mondo migliore.
M2M x Africa c/o Energolab via Plinio, 38 Milano – fino al 17 dicembre 2008 – per informazioni telefono: 02 8375427 o e-mail: info@m2mservice.it
"La biblioteca sul cammello" di Masha Hamilton - Nuova Biblioteca Garzanti, 2007

Nel cosiddetto continente nero donne e bambini lavorano dai primi anni di vita fino ai loro ultimi giorni. Fanciulle e anziane trasportano chili di legna sulle spalle dall’alba al tramonto.

In Africa, terra ancestrale, vivono ancora oggi usanze tribali che, a noi, appaiono estreme e cruente. In Etiopia le giovani diventano adulte solo dopo la flagellazione del proprio corpo.

“La mia Africa”. Così la baronessa, scrittrice Karen Blixen definisce Nairobi, il Kenya, e descrive un’esperienza di vita africana d’inizio Novecento, poi adattata al grande schermo.
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