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La Polonia celebra Chopin - foto : Parigi, la tomba di Chopin © Jeff Keen
Parigi, la tomba di Chopin © Jeff Keen

La Polonia celebra Chopin

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Non posso dire che fossi un esperto, e le mie inclinazioni erano e sono più moderne che classiche, ma in un giorno d’agosto, a inizio anni ’90, ero a Parigi. Nel cimitero di Perè Lachaise, casa di personaggi celebri come il pittore francese Camile Pissarro, lo scultore italiano Amedeo Modigliani, il drammaturgo Molière, il cantante rock americano Jim Morrison. Tanti nomi altisonanti. E poi, c’era anche lui. Il figlio prediletto di Polonia: il pianista Chopin.

Due secoli fa, il 1 marzo 1810, nasceva nell’est europeo, nel villaggio polacco di Żelazowa Wola (voivodato di Masovia) un bambino di nome Fryderyk Franciszek. Il suo cognome era Chopin. Dopo duecento anni le sue gesta impresse sui pentagrammi risuonano ancora in tutto il mondo, e il loro autore è acclamato come uno dei più grandi pianisti e compositori di tutti i tempi, al pari di Mozart.

Nel bicentenario della nascita del proprio genio dunque, la Polonia si prepara a celebrare uno dei suoi figli prediletti. Il Parlamento della nazione dell’Europa orientale ha per l’appunto approvato un ricco programma di manifestazioni culturali che prevede quasi duemila eventi, non ultimo dei quali la riapertura (proprio nel giorno dell’anniversario della sua nascita) del Museo di Chopin ristrutturato con una parte multimediale che permetterà di sentire la sua musica, e non solo.

D’estate ci sarà a Varsavia il Festival “Chopin e la sua Europà” mentre a ottobre avrà luogo la XVI edizione del Concorso internazionale di musica di Chopin. Fra le numerose manifestazioni all’estero, non può mancare l’Italia il cui violinista Niccolò Paganini (1882-1940) tanto aveva appassionato il giovane Frédéric. A Roma, la celebre Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dal 30 gennaio al 2 febbraio, darà vita a concerti con le sue musiche.

Valzer. Mazurche. Notturni (emblema del romanticismo di cui è indiscusso interprete). Ballate. Polacche. Preludi. Sonate. Chopin si dimostrò da sempre un pianista eclettico, con un debole per la sua terra madre. Cresciuto in un ambiente benestante (padre governatore e madre musicista), venne “scoperto” dal suo primo maestro privato, il ceco Wojciech Żywny.

Come ogni buon artista che si rispetti, viaggiò. A vent’anni spiccò il volo. Era a Vienna, la patria indiscussa della musica, quando scoppiò la Rivolta di Novembre (1930-31) dove la nazione polacca prese le armi contro l’Impero Russo. Chopin si spostò nell’altra capitale europea, Parigi, dove vivrà per il resto della sua vita soli (finita a soli 39 anni), a parte una breve (e forse fatale) esperienza in Inghilterra avvenuta gli anni prima della sua morte.

Può un uomo essere esportatore di cultura? Chopin, sì. La sua musica non è solo un’espressione artistica. Ci sono le influenze della propria cultura. Ci sono i nuovi mondi che si mescolano al proprio sangue. C’è tutta la sensibilità di un uomo passato alla storia per la interpretazione della vita sulle sette note. Per info calendario, Anno di Chopin

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