Laniscat, Bretagna, in una zona che Cesare nei suoi celebri commentari chiamava “Gallia” e che è nota oggi ai più come la patria di Asterix ed Obelix.
E’ qui in Armorica, tra la Senna e la Loira, che pochissimi giorni fa è stato ritrovato un tesoro di 545 monete in lega d’oro e d’argento che risalgono al primo secolo avanti Cristo.
La scoperta è stata effettuata da un gruppo di archeologi dell’Istituto nazionale di ricerca preventiva francese, che l’hanno definito il più importante tesoro gallico mai scoperto in Armorica.
Le monete sono state ritrovate sotto appena 25 centimetri di terra, in un luogo che sembra essere stato abitato già dal III secolo a.c.
Indubbio è l’alto valore artistico degli oggetti rinvenuti, che forniscono un’ ulteriore prova della grande abilità delle popolazioni barbariche nella lavorazione dei metalli, già a partire dal IV secolo a.c.
A essere istoriati con grande abilità sulle due facce delle monete sono un cavaliere, equipaggiato di lancia e scudo e una testa umana con l’aspetto di cinghiale.
Due immagini che sono legate a quelli che possono essere considerati i capisaldi della cultura gallica: la guerra, simboleggiata dal cavaliere, e il cinghiale, da intendersi sia come divinità prigenia dei boschi che come immancabile mezzo di sostentamento.
L’immagine dell’uomo – cinghiale potrebbe essere legata a pratiche cultuali e sciamaniche, ma per ora l’iconografia rimane avvolta nel mistero.
Così come sono sconosciute le motivazioni che hanno portato al ritrovamento di un così nutrito gruppo di monete in un ristretto spazio di circa 200 mq.
Per Yves Menez, a capo dell’istituto d’Archeologia francese, le monete sarebbero state prodotte dal popolo gallico degli Osismi, che si stanziarono in questa zona già a partire dal IV secolo fino all’epoca della conquista romana.




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