Quanti anni hanno le meraviglie naturali che da sempre affascinano il nostro sguardo sfogliando un libro o un album di ricordi?
In particolare quando si sono formate le “tante pagine di un grande libro di storia”, cioè le rocce sedimentarie del Grand Canyon National Park, così come lo scienziato Powell le definì nel 1970, in una delle sue tante spedizioni scientifiche?
La nascita di una delle più affascinanti montagne del mondo, nell’Arizona settentrionale, risale a 17 milioni di anni fa. Quindi è tre volte più vecchio di quanto si pensasse.
Da sempre studiosi e non si sono interrogati sulla formazione delle più complete colonne geologiche del pianeta affascinati dallo spettacolo della lunga gola del Colorado, riserva dei nativi d’America dove ogni anno i numerosi turisti fanno le loro escursioni a piedi e in elicottero.
Sulla rivista Science un gruppo di geologi della University of New Mexico, con a capo Victor Polyak, ha scoperto che la formazione dell’immagine simbolo dell’Arizona non risale a sei milioni di anni fa, come tutti sostenevano concordemente.
La parte orientale è la più giovane ma quella occidentale è sorta dall’erosione delle rocce con lo scorrere dell’acqua dalle Montagne Rocciose lungo il fiume Colorado.
Tecnicamente sono stati adoperati gli isotopi di uranio e di piombo per datare i depositi minerari di nove caverne in diversi punti tra le pareti del canyon.
I depositi indicano il livello del letto del fiume nel corso dei millenni e confermano la “doppia” nascita del Grand Canyon.
L’erosione è cominciata sull’estremità ovest per poi estendersi costantemente verso est e raggiungere uno stato molto simile a quello attualein un periodo compreso tra 5 e 6 milioni di anni fa.




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