“Dipingere per Farouk è un piacere e una necessità. Ne trae gioia perché i segni e i colori che invadono le sue tele e le sue carte sono il suo mezzo per comunicare con gli altri. Per vivere le sue emozioni. Per raccontarsi.
Non può farne a meno perché la pittura diventa la valvola di sicurezza del suo quotidiano, la sola possibilità di convogliare le energie che lo animano e ad un certo punto hanno bisogno di esplodere”. Sono questi alcuni pensieri di Carmine Siniscalco, presidente dell’A.R.G.A.M. Associazione Romana Gallerie Arte Moderna su Farouk Hosny.
I legami italo/egiziani si sono di recente fatti ancora più solidi in nome del valore universale dell’arte. In primis per il prestigiosissimo incarico (riallestimento del Museo del Cairo) che il governo egiziano ha affidato a un italiano. Quel Dante Ferretti due volte premio Oscar per la sceneggiatura, e recente allestitore della “facciata” della 65° Mostra del Cinema di Venezia.
Un’altra iniziativa poi che congiungerà idealmente le acque del Po a quelle del Nilo è il progetto di un Centro Italo-Egiziano per il restauro architettonico così come anche l’impegno per la formazione del personale e degli addetti al restauro egiziani. Non solo recupero di opere antiche, ma anche prossime coproduzioni di artisti moderni italiani ed egiziani.
Sotto questi ottimi auspici, ecco sbarcare in laguna, nella prestigiosa cornice della Venice Design Art Gallery, Farouk Hosny, laureato all’Accademia delle Belle Arti della storica Alessandria d’Egitto, nonché attuale Ministro per i Beni Culturali dello stato nord-africano.
“Farouk Hosny, è membro della comunità internazionale dell’arte, ed allo stesso tempo, erede della grande cultura del suo paese” ha detto Philippe de Montebello, Direttore del MOMA di New York, “ha esercitato una formidabile influenza positiva sulla scena dell’arte contemporanea egiziana, incoraggiando con l’esempio del suo lavoro e delle sue attività, lo sviluppo in Egitto di un mondo dell’arte attivo e vivace, che merita di essere conosciuto meglio”.
La maggior parte delle sue opere sono realizzate con la tecnica dell’acrilico su tela e su carta. Spesso il tratto è lieve, altre volte c’è un’organizzazione cromatica che lascia la mente del visitatore fluttuare per labirinti che indicano passaggi per strade invisibili. C’è un linguaggio tutto da scoprire. E reinventare.
L’artista sarà oggi a Venezia, in compagnia del suo collega italiano, Sandro Bondi, il presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino, Alain Elkann, nonché l’artista Anna “Shamira” Minozzi, unica esponente dell’arte della calligrafia islamica. Info Venice Design Art Gallery (Calle Vallaresso, San Marco), venicedesignartgallery2@tin.it, www.venicedesignartgallery.com





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