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Iraq, cercando Babilonia

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Ancora una volta l’Iraq, scosso dalla guerra, restituisce tracce del suo passato antico.

I resti rinvenuti a circa 180 chilometri a sud di Baghdad, in una zona apparentemente desertica, ci riportano a un’epoca lontana e a una città misteriosa: Babilonia e la sua fiorente civiltà.

Sono passati più di 3000 anni, tempo lontanissimo dal nostro, in cui il deserto era il cuore pulsante di un sistema economico e culturale ben definito.

La civiltà babilonese si sviluppò tra fiumi che rasentano la leggenda, come il Tigri e l’Eufrate, e fu in grado di produrre altissimi risultati, sia dal punto di vista culturale che da quello storico – artistico.

Babilonia stessa trae il suo nome da un elemento architettonico: Babil era infatti la “porta di Dio”.

Ed è stata proprio una città a ritrovare la luce in questi giorni, con resti che fanno ipotizzare che si estendesse su una superficie di più di 20 mila metri quadrati.

Una città con una sua dislocazione ben precisa, dove trovavano posto i palazzi del potere, i templi religiosi, i quartieri per i funzionari regi ed altri edifici di rara bellezza.

A parlarne è Mohammed Yahya, a capo della Soprintendenza archeologica della provincia irachena di Diwaniya, dove è avvenuto il ritrovamento dei resti.

Difficile identificare con precisione di che città si trattasse, nonostante siano state recuperate numerose tavolette d’argilla, inscritte con segni cuneiformi.

Yahya afferma con rammarico che gli studiosi in grado di tradurre questa scrittura hanno già da tempo lasciato la terra irachena.

Particolarmente interessante è stato il rinvenimento di quattro antichi sepolcri, che mostrano una strana disposizione dei corpi in essi contenuti.

Due di questi, in particolare, recano unghie in metallo ferroso nelle mani e piedi, nonché elementi metallici in alcune zone del collo.

Per Yahya, le parti in ferro potrebbero essere segni di un’esecuzione brutale dei condannati, in linea perfetta con quanto conosciuto a oggi riguardo la severa legislazione babilonese e la conseguente amministrazione della giustizia del periodo.

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Viaggiare è il mio peccato

"Viaggiare è il mio peccato" di Agatha Christie - Mondadori, 2009

La Cina nei testi di ieri

"La letteratura cinese" di Lionello Lanciotti - ISIAO, 2007



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