Macchine per spostarsi. Macchinari per lavorare. Congegni elettrici per comunicare. Una selva d’infestante tecnologia pervade le membra dell’uomo moderno che sembra non riuscire a vivere la vita se non in compagnia del filo conduttore di rame.
E le vittime si contano quanto quelle di una guerra termonucleare: la libertà, la passione per la scoperta, il brivido dell’attesa e chi ne ha più ne metta. Oggi però siamo qui riuniti per celebrare il funerale di una vera e propria istituzione. Una società che per decenni ha raccontato al mondo “conosciuto” la sua parte “sconosciuta”. Oggi muore la storica Royal Geographical Society, la patria degli avventurieri.
Per dire la verità il decesso non è ancora avvenuto, anche se la morte sembra inevitabile: non ci sono fondi (all’anno solo 165.000 euro) e allora con il voto dei membri saranno tagliate le spedizioni classiche per fare spazio alla tecnologia nel segno del “poco e assolutamente mirato”. Un computer infondo pare capace di lavorare meglio di un esploratore sudato che gira per mesi in una foresta infestata da zanzare.
Due anime. Due pensieri. Due metodologie. Quella dell’avventuriere classico e quella dello scienziato accademico che afferma, come ha fatto il Presidente Gordon Conway, che “le grandi spedizioni non fanno altro che consumare risorse senza produrre risultati utili”. Parole dure che sembrano dimenticare l’importantissima missione che la Royal Geographical Society porta avanti dal 1830, quando Guglielmo IV la istituì.
Parliamo della scoperta delle sorgenti del Nilo Blu, della prima traversata dell’Artico in solitaria, degli studi di Darwin, dei viaggi di David Livingstone, delle ricerche dell’esploratore Richard Francis Burton. Insomma del Mondo che esplorava il Mondo.
Oggi invece l’uomo dovrebbe mettere dei dati all’interno del cervello binario di un computer e aspettare che quest’ultimo consegni al ricercatore la risposta più comoda e meno dispendiosa. Il tutto dimenticando che dietro a un macchinario funzionante ci dovrà essere sempre una mente umana che faccia da guida.
Ciliegina su questa torta funebre la testimonianza del ricercatore Pen Hadow di ritorno da una spedizione al Polo Nord per misurare lo spessore dei ghiacci. Le sapienti macchine, comodamente appollaiate su delle scrivanie in Inghilterra, prevedevano uno spessore di circa 1,87 metri. La mano umana, quella di Hadow, tutt’altro che al calduccio di uno studio, ha rilevato esattamente dieci centimetri in meno.
Centimetri importanti. Ma la macchina questo non può capirlo.




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Non sono al corrente dei tagli che la RGS vuole operare, ma credo che per sopravvivere sia necessario questo confronto con un mondo che è cambiato e con nuovi strumenti per investigarlo. Se ad esempio oggi ci sono i satelliti che fotografano con la massima precisione quelle linee di costa che per secoli sono rimaste segni vaghi, è meglio convogliare su altri scopi i fondi a disposizione. Gli errori (umani) c’erano e ci sono, le macchine si possono perfezionare se sbagliano. L’epoca delle grandi esplorazioni in senso classico credo proprio sia finita, anche se è comprensibile la nostalgia per quelle avventure e quei racconti.
Non concordo.
Le più grandi invenzioni, opere d’arte e scoperte sono state fatte proprio nel momento storico nel quale l’uomo non aveva l’ausilio delle macchine e queste gesta eroiche proprio per questo sono rimaste nella Storia.
Allora perchè non dichiarare la fine della pittura? Della musica? Tanto le macchine saranno sempre più precise e affidabili rispetto l’uomo.
La macchina non sbaglia.
La macchina non ha paura.
La macchina non ha famiglia da mantenere.
Però io al robottino che mi dipinge precisamente un quadro preferirò sempre il lavoro passibile d’imprecisione di Giotto e degli altri pittori.
L’imprecisione è una virtù, alle volte.
E’ il respiro umano nel mondo.
Purtroppo in questa epoca di ciò che non è “preciso” non sappiamo che farcene (se non ci terrorizza, addirittura).
Perciò abbiamo bisogno della “sicurezza” della macchina.
Semplice modo per nascondere il senso d’inadeguatezza di questo secolo.