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India: maschera di bellezza al Taj Mahal

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Uniamo mentalmente due immagini.

La prima potrebbe essere la schiena spezzata della massaia che ricurva sul marmoreo pavimento tenta di far diventare pulito ciò che pulito non sarà mai.
La seconda concerne la stessa massaia che, in preda alle promesse di miracolose televendite, cosparge il suo viso d’argilla nel tentativo di migliorare il suo aspetto.

Indipendentemente da come andrà a finire nei due casi siamo però gettati incredibilmenteal cospetto del noto mausoleo indiano chiamato Taj Mahal.

Luogo sacro per la popolazione perché al suo interno sono custoditi i resti dell’imperatore mughal Shah Jahan e delle sua moglie morta di parto.

Tanto amato come monumento da spingere gli indiani a coprirlo con attrezzature mimetiche durante la crisi con il vicino Pakistan.

Se del marmo abbiamo trovato il nesso, cosa c’entra allora la maschera facciale in argilla?

Bene, bisogna sapere che per colpa della polvere e dell’inquinamento questo mausoleo da tempo versa in condizioni pessime, di certo non migliorate dalla presenza di diecimila visitatori che ogni giorno vengono a visitare l’attrazione nazionale.

Allora quale rimedio migliore per risolvere le impurità della facciata marmorea se non quello di applicare la stessa tecnica che si utilizza nei centri benessere sulla pelle dei clienti?
N.K. Samadhiya, chimico e da 5 anni responsabile dell’ufficio della Soprintendenza Archeologica Indiana ha scoperto un materiale argilloso capace di compiere il miracolo.

Il tutto si chiama Fuller Earth ed in parole povere si tratta di un miscuglio a base di silicato d’alluminio e magnesio tutto poi mescolato in acqua distillata.

Un’invenzione che lo stesso Samadhiya ci rivela non essere per nulla una novità:

“É lo stesso principio di una maschera di bellezza per purificare la pelle. In India quest’argilla si chiama multani mitti ed è fin dall’antichità comunemente usata dalle donne indiane”.
I test sono stati eseguiti su delle superfici minori, poi visto l’assoluto successo si è pensato di trattare tutta la superficie marmorea del monumento con quest’impasto argilloso.
“Dopo 48 ore è completamente secca e si stacca da sola. I residui vengono rimossi con dei panni morbidi e acqua distillata”, afferma Samadhiya.
Per la felicità degli indiani e di certo per quella delle nostre lettrici che ora conoscono il potere purificante dell’argilla.

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LIBRI

Oltre la paura

"Oltre la paura" di Lorenzo Calamai - Edizioni della Meridiana, 2005

La speranza indiana

"La speranza indiana" di Federico Rampini - Mondadori, 2008



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