All’occhio attento del lettore de il reporter non sarà sfuggito questo particolare.
Dall’Asia arrivano costantemente notizie concernenti la riapertura di linee ferroviarie.
Quasi che la mobilità su rotaiafosse un’invenzione tutto sommato recente in quei paesi.
No, il motivo è un altro e va contestualizzato nella Storia di queste terre.
Abituati ad avere la pace cooperativa dalla fine del secondo conflitto mondiale e soprattutto con la caduta del muro di Berlino gli europei da anni si sentono uniti da quel groviglio di binari che attraversano il continente.
Certe altre terre queste sensazione iniziano a provarla solo in questo periodo.
In questo caso non esisteva nessun collegamento ferrato tra India e Bangladesh dal lontano 1965, quando quest’ultimo era protettorato di Islamabad.
La guerra in questione era quella indo-pakistana.
Il passato però è proprio quello che il nuovo tracciato vuole lasciarsi alle spalle.
Il treno infatti si chiamerà Maitreyi (dell’amicizia) ed è stato inaugurato dal ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee che con la sua presenza rende ufficiale una distensione tra i due paesi.
Il tutto, per dir la verità, iniziò già nel 2001, ma il progetto fu accantonato in quanto al potere nel paese musulmano era salito il Bangladesh Nationalist Party (BNP).
L’iniziativa oggi, oltretutto, cade anche in un giorno particolare: il capodanno bengalese.
Contemporaneamente partiranno due coinvogli dalle due estremità del tracciato percorrendo i 345 chilometri previsti in circa dodici ore.
Seppur la frequenza, per ora, sarà ridotta ad una corsa a settimana il futuro si prospetta roseo per una terra da sempre divisa dalla guerra: il costo di otto dollari del biglietto invoglierà le famiglie divise dal conflitto a mettersi in viaggio per ricongiungersi più facilmente.
I detrattori comunque non hanno tardato a farsi sentire.
Sul tracciato si sono presentati numerosi oppositori al progetto di riunificazione.
I seguaci del Sangh Parivar, per difendere l’identità Indù dell’India e certi profughi della stessa religione che denunciano le violenze bengalesi nei loro riguardi.
Infondo però accontentare tutti non è mai possibile.
Il futuro è già partito.




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