Un viaggio dell’anima, quello di Giorgia Fiorio, che attraverso le sue immagini è andata alla ricerca delle radici del credere nei diversi continenti e fra le diverse etnie.
Non importa se si tratta di spiritualità “pagana” o cristiana, perché l’essenza profonda di entrambe trova una medesima espressione attraverso la preghiera e il rito, la trance e la contemplazione, la meditazione e l’ascetismo.
Attraverso le sue immagini si percepisce una trama di segrete corrispondenze che avvolge il mondo reale e quello intangibile, gli esseri animati e non, uomini e piante, acqua e rocce. Perché tutto e tutti hanno un’anima. E la foto più significante è forse proprio la pietra sacra nel giardino di Kyoto.
Un work in progress che ha impegnato nove anni della vita della fotografa sviluppandosi in trentotto missioni in trenta Paesi in compagnia della sua Hasselblad 6×6. Riti cristiani, pellegrinaggi indù, cerimonie sciamaniche, pratiche di iniziazione e di purificazione, culti animisti e sincretisti, comunità monastiche buddiste e ortodosse.
Ne è nata una selezione di cento fotografie, tutte scattate su pellicola in bianco e nero e stampate ai sali d’argento. La testimonianza di un mondo fatto di impalpabili presenze che attraverso le sue immagini diventano reali, sfidando la nostra logica e affascinando la nostra parte meno razionale.
“Ogni fotografia è un interrogativo che rimane aperto”, racconta l’autrice, uno sguardo sul mistero dell’esistenza. E il Dono che Giorgia Fiorio ci regala è proprio una riflessione sul sé profondo e sull’esistenza, che è vita e morte.
In mostra, cento stampe fotografiche in grande formato, corrispondenti all’intera serie di fotografie selezionate dall’artista per l’opera Il Dono.
Roma, Istituto Nazionale per la Grafica – Palazzo Fontana di Trevi, Via Poli 54
Fino al 26 aprile 2009
Orari di apertura martedì-domenica, ore 10.00-19.00
ingresso libero
Catalogo edito da PelitiAssociati.
http://www.giorgiafiorio.org/




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Anna, come scrivi tu, quello della fotografia è davvero un dono… è il dono di saper cogliere il particolare, l’inosservato e l’inosservabile. Proprio come per il poeta o per lo scrittore, che riesce a vedere ciò che appare invisibile agli altri. Complimenti!!!