Spazio temporale tra l’ultimo giorno di ottobre e il giorno di Ognissanti: quella del 31 ottobre è la notte in cui le barriere che dividono il regno dei vivi dai defunti si assottigliano, il buio regna incontrastato e affiorano leggende e superstizioni.
La festa pagana di Halloween, che abbiamo importato nella nostra cultura, è certamente legata al mondo esoterico o, per meglio dire, al mondo dell’occulto. Ma non tutti sanno che deriva dall’Irlanda dove gli antichi abitanti dell’isola di Smeraldo celebravano il Samhain, il capodanno celtico.
La simbologia, ben conosciuta, riflette le credenze di un mondo leggendario, superstizioso e antico. I principali simboli di questa magica notte sono per lo più segni macabri, risalenti all’epoca medievale quando il misticismo e la superstizione erano molto diffusi.
Arancione, verde, nero e bianco sono i colori rappresentativi di questa notte: l’arancio delle zucche, l’ortaggio che da tradizione celtica viene spolpato e intagliato per ricavarne una lanterna e dare un po’ di luce alla buia notte che sta arrivando; il verde dei mostri e il bianco dei fantasmi, spiriti dei defunti che si agitano nelle tombe; il nero, colore delle tenebre e degli animali che vivono nella notte o che a questa vengono legati.
Tra questi, a pieno titolo rientra il gatto nero. Ammirato, odiato, venerato e additato, questa creatura è stata per secoli legata al mondo esoterico e spirituale.
Per il suo manto nero, colore della notte, che riflette il chiaro della luna e le retine oculari che rendono di un giallo incandescente i suoi occhi, il suo vagabondare notturno, il suo essere astuto, imprevedibile, superbo, hanno contribuito a farlo diventare nel Medioevo un essere diabolico, legato alla stregoneria e alla magia nera. La postura inarcata con il pelo drizzato è tutt’oggi chiamata “posizione della strega”.
Chi prepara intrugli e pozioni sono le guaritrici, identificate nel Medioevo come streghe che per le loro conoscenze in materia di erbe curative, non capite, non conosciute, occulte e quindi malefiche, sono diventate figure “indemoniate”, che si accompagnano a pipistrelli, gufi, gatti neri e usano calderoni e scope. Tutti elementi presenti nella simbologia della notte di Halloween.
Cosa manca? Un dolcetto e una maschera, due elementi derivanti dall’usanza celtica di lasciare un omaggio sulla soglia di casa per accattivarsi o spaventare gli spiriti che si aggirano nelle strade.
Una notte misteriosa e ambigua quella di Halloween, in sospeso tra la vita e la morte, tra storia e credenze, tra fascino e follia.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




