Il Rinascimento italiano sbarca in Svezia. A Göteborg, per la precisione. Tre maestri a confronto per la prima volta fuori dai confini nostrani. Loro non hanno bisogno di presentazioni. Parliamo di Leonardo da Vinci, Michelangelo e Raffaello. Alcune delle loro opere, dal 20 marzo al 15 agosto 2010, sosteranno alla Eriksbergshallen nell’ambito della mostra E luce fu.
Non è un caso che sia stata scelta per ospitare questa sinfonia d’arte antica, proprio la porta per l’arcipelago occidentale. A fianco di una natura da scoprire in ogni suo angolo e scorcio, la città svedese, soprattutto negli ultimi anni, ha avuto una crescita sempre maggiore di eventi culturali.
Fra i lavori che il pubblico potrà ammirare in questa rassegna, c’è molta attesa per il dipinto “La Bella Principessa” (1490 ca), scoperto di recente e venduto a un’asta di Christie’s a 19.000 dollari nel 1998. L’opera, che rappresenta una giovane donna di profilo, veniva definita all’epoca come un “primo Ottocento di provenienza tedesca”.
Nel 2007 però il dipinto venne rivenduto al collezionista di origine canadese Peter Silverman alla stessa cifra che era stata pagata all’asta nove anni prima. Silverman intuì infatti che il dipinto poteva avere un autore diverso e soprattutto più importante. Il risultato ebbe dell’incredibile: un vasto gruppo di esperti incaricati di eseguire le perizie è concorde oggi nell’individuare definitivamente nel dipinto un autentico Leonardo, oggi stimato più di100 milioni di euro.
Tra gli esperti che hanno stabilito l’attribuzione del dipinto al genio toscano c’è anche Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Leonardo da Vinci a Vinci (FI) e direttore artistico della mostra che si svolgerà l’anno prossimo a Göteborg. In questo prestigioso incarico sarà affiancato da un altro esperto italiano di arte rinascimentale, Francesco Buranelli, nella veste di direttore scientifico della mostra.
“Con questa mostra cerchiamo per la prima volta di descrivere la vicinanza e la rivalità tra questi tre geni italiani del Rinascimento” il commento dei due esperti, “il modo in cui a cavallo tra il XV e il XVI secolo le loro vite si sono strettamente intrecciate presso le corti di Firenze, Milano e quella papale, e come abbiano potuto creare i capolavori assoluti dell’arte italiana”.
Oltre all’opera leonardesca, faranno anche parte dell’esposizione il “Progetto per i bastioni per la Porta al Prato” (1529), uno degli schizzi più importanti di Michelangelo sul tema delle opere architettoniche di fortificazione, e “Studio per il fanciullo indemoniato col padre sulla destra della Trasfigurazione” (1519) di Raffaello, opera terminata il giorno prima della sua morte.





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