Potersi avvicinare a pochi millimetri dai petali di una rosa. Restare incantanti da una fontana, dalle cui sculture secolari sgorga acqua rinfrescante. Osservare il volo dei calabroni che saltano di fiore in fiore. Assistere ai costanti e delicati miracoli della Natura. Carezzare il soffice capo di un cigno. Autostrada per la bellezza.
Pare la trama di un film. Uno di quelli in cui si sospira, ma è stato proprio un colpo di vento a portarmici. Un destino che mi ha fatto incocciare con uno degli appuntamenti più sentiti dalla nazione austriaca, sempre molto dedita a viziare Madre Natura con attenzioni e carezze umane.
Il mio viaggio inizia ancora prima. Con uno sguardo fisso nella direzione dei ricordi. Quando le prime volte attraversavo la Carinzia, e tutto quel verde ordinato e pulito era un’emozione impossibile da ignorare. Il paesaggio sembrava non finire mai. Il cielo sembrava volesse rinunciare all’aria, pur di toccare quei fertili colori.
Qualcuno se n’è accorto da un pezzo, e la Bassa Austria, la vasta regione intorno a Vienna si è sempre più conquistata la fama di terra dal pollice verde. Anche quest’anno infatti, dal 22 maggio al 20 giugno, torna il Gartenfestival, il Festival dei Giardini. Un viaggio alla stregua della miglior avventura fantascientifica tra rose, acque e la storia degli Asburgo.
Baden, città delle rose e dei parchi storici, con le sue 20.000 piante in fiore, ospita il roseto più grande d’Austria nel parco cittadino “Doblhoffpark” che insieme ad altre location diventa cornice e scenario di numerose attività. Il fiore per eccellenza dell’amore viene coltivato da oltre 200 anni.
Nnell’ambito del Festival, Bad Vöslau si dedica al tema “tutto intorno all’acqua”, con un arco narrativo che si estende dalla tradizione storica alle contemporaneità. Faranno da scenario i parchi e giardini storici insieme ai bagni termali progettati nel ‘800 dall’architetto danese Theophil Hansen (1813 – 1891) in stile neoclassico.
A Laxenburg la storia è legata alla natura e agli eventi per famiglie. Gli Asburgo e in particolare l’imperatore Carlo, esperto e appassionato giardiniere, erano molto legati alla natura. Il castello, monumento nazionale, e il parco di Laxenburg (in stile romanico) per secoli erano una delle dimore predilette della famiglia imperiale.
Un po’ contro corrente, mi lancio in una corsa. Come se stessi inseguendo un palloncino appena perduto nell’infinito. Narciso mancato, finisco di fronte a un ruscello verdastro. È buffo. Quasi non vedo la mia immagine. Non riesco a riconoscerla. Sono rapito. Cerco tutto quello che c’è sopra di me. Tra riflessi, raggi di sole e colore.





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