Passo, un altro passo e ancora un altro.
C’è modo e modo di vivere una regione, un paese, una città: legando i nostri passi a ciò che i nostri occhi vedono, oppure facendoci trasportare dal suono delle anime che hanno reso grandi quegli spazi.
La seconda è la via proposta dagli enti turistici della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra che ci invitano a scoprire questa splendida fetta di Francia attraverso le orme dell’immortale Picasso.
Ed è proprio la responsabile dell’Ufficio del Turismo di Aix-en-Provence, Bernardette Marchand, ad accompagnarci nelle tappe che legano la vita del pittore spagnolo a questa regione.
Una nuova vita che ha inizio lontano dalla ribalta parigina, lontano dagli occhi censori della critica, verso Avignone, la sua Avignone.
Qui partorisce, tra le tante, due opere come Il ritratto di ragazza e la Natura morta verde, prima di una serie d’opere che esprimono il suo sentimento davanti agli avvenimenti bellici che dilaniarono il mondo.
Ma il distacco dagli occhi pesanti di chi non riusciva a digerire i primi passi del cubismo portò Picasso più in là, nel villaggio di Sorgues, dove sperimentò i suoi famosi papiers collés.
Un disegno venduto, una casa comprata e un cuore che si spezza. Questa è invece la storia del passaggio dell’artista a Ménerbes.
Il cuore è quello della sua musa, Dora Maar, spezzato dal doloroso addio che lo stesso pittore tenterà di lenire donandole questo edificio.
Proseguendo nel nostro cammino l’arte si farà emozione sulla superficie delle vecchie cave di les Baux-De-Provence: quattromila metri quadri di pareti diventeranno schermi che racconteranno la vita dell’artista che in questa città, addirittura, prese parte alle riprese del film Testamento d’Orfeo.
Arles ci mostrerà, invece, il cuore del Picasso spagnolo: la corrida impressa nei suoi occhi mentre l’obiettivo di Lucien Clergue immortalava scatti di storia vivente.
L’accoppiata Saint-Tropez e Cannes riporta l’artista sulla via dei luoghi conosciuti.
Nella prima dà alla luce la famosa Odalisca e nella mecca del cinema francese riscopre proprio le bellezze della sua Spagna tracciando l’omaggio a Velasquez con la serie chiamata Meninas.
Il villaggio di Mougins lega la storia delle sue due muse: Dora Maar, compagna fino al 1939 e Jaqueline Roque, diventata poi la Madame Picasso.
L’amore per la ceramica e la riscoperta dell’arte sacra, invece, corrono nelle strade di Vallarius Golfe-Juan e si concretizzano nel soggiorno felice, spensierato e produttivo ad Antibes, città che ospita il ristrutturato Museo Picasso.
In tutto questo girovagare le date importanti rimangono però tre: l’esposizione “Picasso 1945 – 1949: L’età del rinnovamento” proprio ad Antibes (28 Marzo – 14 Giugno), la mostra “Picasso – Cézanne” in quel di Aix-en-Provence (25 Maggio – 27 Settembre) e nello stesso periodo l’apertura eccezionale del Castello di Vauvenargues.
Strade, storie, colori, appuntamenti che ci invitano a scoprire una nuova Provenza e una nuova Costa Azzurra.
Picasso passò da qui. E l’Arte con lui.





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