L’ultimo ricordo simpatico che alle volte si ha della scienza e dei suoi grandi studiosi non va per niente a braccetto con le nozioni contenute nelle fitte pagine di pesantissimi libri faticosamente affrontate sui banchi di scuola.
Immortale nella mia mente rimarrà, a discapito del nozionismo didattico, il simpatico quanto significativo siparietto che un giovanissimo Benigni e un indimenticato Troisi misero in scena incontrando un improbabile Leonardo da Vinci alle prese con le regole del gioco della scopa.
Ilarità a parte è risaputo che i ricordi positivi aiutino i giovani ad avvicinarsi ai temi ostici di una scienza tanto affascinante quanto complicata. Il maniero di Clos Lucé fa allora al caso nostro. Sussidiario vivente per ritornare sui passi di una delle menti eccelse dell’umanità.
Per la precisione geografica ci troviamo in Francia, nel dipartimento di Indre-et-Loire in località Amboise e questo maniero fa parte dei famosi Castelli della Loira. Attrazione turistica non soltanto per la sua raffinata bellezza ma anche per essere stata ultima dimora proprio dello scienziato italiano (in queste sale completò La Gioconda).
Un museo in loco era già presente. A fine giugno però questi spazi diventeranno un vero e proprio parco tematico dedicato al genio vinciano dove si spera che i giovani riescano a rivivere l’ebbrezza della sfida scientifica.
E si parte proprio dai più piccini, perché sembrerebbe che scienziati non si nasce, ma si diventa: una sala del castello sarà dedicata interamente ai bambini con l’apertura di un laboratorio didattico che permetterà a questi ultimi di avvicinarsi alla versatilità degli studi targati Leonardo da Vinci.
Una versatilità riprodotta anche nella Galleria Artistica Virtuale, ubicata in un’altra sala, dove saranno proposti i diciassette dipinti vinciani insieme ad altre attività che andranno in scena nell’adiacente laboratorio hi-tech.
La prossima estate vedrà il debutto dell’attrazione più attesa. Un leone meccanizzato a grandezza naturale che lo scienziato progettò e che da molti fu considerato una delle sue invenzioni più impressionanti. Dopo cinquecento anni il felino robotico ritornerà in vita.
In più il progetto si farà sempre più ambizioso: verrà creata una biblioteca per raccogliere i testi vinciani, saranno esposte nel giardino le trecento specie di piante comparse nelle opere dello studioso e saranno esposte delle riproduzioni di sue celebri invenzioni come la bicicletta, il paracadute e il prototipo di macchina volante.
E lo spirito francese si azzarda anche oltre stando alle parole di M. Saint Bris, dirigente del museo:
“Clos Lucé è un luogo unico. Vogliamo diventare il più grande sito dove sono raccolti i lavori e gli studi di quella che è stata probabilmente la più grande mente umana. Sicuramente la più versatile che sia mai vissuta”.
Leonardo qui ha ancora molto da dire. L’immortalità di uno scienziato, in mostra.





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