Serata primaverile a Enna. Il centro storico è stracolmo di persone. Luci calde e applausi scroscianti all’interno della Galleria Civica. E’ una serata speciale: il gruppo folkloristico Kòre di Enna festeggia i dieci anni di attività.
La compagnia esegue nel filo della tradizione canti e balli popolari ennesi e siciliani in genere con musiche dal vivo, divulgando il gusto per la cultura in piazze, teatri e strade di tutto il mondo.
Ad accogliere il pubblico in sala vi sono due ragazze, radiose nei loro abiti tradizionali. “Stasera indossiamo i tipici abiti ennesi di fine ottocento” racconta una delle danzatrici. “Frutto di una scrupolosa ricerca dei particolari tramandata da generazione in generazione è molto più elegante rispetto al costume nero tradizionale”, conclude soddisfatta.
L’ apparato scenico è bello, ricco di colori solari come la terra di Sicilia. Tra pochissimo quaranta elementi, in costumi tradizionali daranno il via alla manifestazione. Scopro con piacere che il gruppo canterà l’inno siciliano “Madre Terra”.
I ballerini fremono, l’atmosfera si fa sempre più calda; è un impeto di emozioni che si libera nel momento in cui il suono della fisarmonica dà il via alla esibizione. In un crescendo di suono e ritmo trascinante e sfrenata allegria, uomini e donne sfilano in coppia tenendosi per mano.
E’ una danza di corteggiamento fatta di saltelli, scambi, intrecci e tanto brio. I danzatori si tengono uniti con le braccia entrando e uscendo all’interno del “cerchio” che creano con movimenti rapidi e fluidi.
Il tamburello strepita. I movimenti dei ballerini aumentano freneticamente la velocità. Le donne sventolano con garbo le loro ampie gonne e assieme al fazzoletto verde legato ai fianchi degli uomini diventa un tripudio di colori e suoni, che regala gioia a chi li osserva.
Il suono voluttuoso e vibrante del marranzano, il fischietto impazzito, la chitarra e la fisarmonica accompagnano il canto dialettale ricco e intenso. Per chi non è del luogo è difficile riuscire a comprendere il significato delle parole, anche se, questo rende ancora più intrigante l’esibizione.
I ballerini fieri e orgogliosi si concedono senza riserve ad un pubblico concentrato e attonito. È una danza che viene dal cuore amata e vissuta fino in fondo. I loro occhi sprizzano gioia e soddisfazione.
E’ un momento di divertimento puro che incanta e ci coinvolge totalmente nel ritmo. Nella memoria collettiva c’è un ritorno alle proprie origini, ai balli dei nostri avi che ritornano con gioia nelle piazze e per le vie della città.
E’ il passato che sposa il futuro delle nuove generazioni in un continuo scambio di cultura tra il vecchio e il nuovo.





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