Göteborg è qui. Tutt’attorno a me. Fra mare, verde e arte. Salgo sul battello Alv – Snabben 4, verso l’isola di Hisingen, la quarta più grande di Svezia, e parte della municipalità cittadina. Direzione: un viaggio quasi Verneiano dentro il Rinascimento Italiano. Salgo a bordo.
Il sole mi sprona a salire al primo piano. Quello scoperto. Dove il vento soffia in felice e libera anarchia. La bandiera giallo-azzurra della nazione scandinava sventola veloce. La gigantesca gru graffia l’azzurro del cielo. Riesco a godermi il ponte “brooklyniano” di Älvsborgsbron, situato all’ingresso del porto di Göteborg, che unisce l’isola di Hisingen e la terraferma.
Il tragitto dura appena venti minuti scarsi. Sbarco a Eriksberg. Abbandonata l’acqua, la Eriksbergshallen mi attende. All’entrata c’è il giglio fiorentino per simboleggiare tre indiscussi geni dell’arte mondiale. Insieme. È la mostra E luce fu – i maestri del Rinascimento visti sotto un’altra luce.
Leonardo da Vinci (1452 – 1519), Raffaello Sanzio (1483 – 1520) e Michelangelo Buonarroti (1475 – 1565). L’esposizione, che durerà fino al 10 agosto, è un cammino unico di varie dimensioni. Da quella puramente espositiva di disegni, sculture, lavori originali e riproduzioni, passando per documenti multimediali con nuove tecnologie. Passato e futuro si fondono insieme per celebrare l’arte.
Messa nelle orecchie l’auricolare super tecnologico, mi basta un click per far scattare la descrizione dell’opera. Inizio il mio tour. Ascolto impaziente. Vorrei sapere tutto di tutto. Mi placo solo quando arrivo davanti al pezzo forte della mostra. La bella principessa. Una tela (33cm x 23cm) dipinta a gesso, penna e inchiostro, erroneamente attribuita alla scuola tedesca, e non a Messer Da Vinci.
Le luci moderate sono il mio Virgilio silenzioso. Vado, e torno. Lo spettacolo dell’Uomo Vitruviano con tutti gli studi sul corpo umano prima, e la celebre Ultima cena, recentemente portati sul grande schermo da Ron Howard ne “Il codice da Vinci” (2006), mi rendono naufrago continuo di sensazioni e riflessi.
Ecco Roma, Milano, Firenze. I maestri e gli allievi. Le scuole. Dei molti visitatori attorno a me trovo occhi da “prima volta”. È delicata, e malinconica l’espressione del Narciso del milanese Giovanni Antonio Boltraffio (1467 – 1516), artista formatosi alla bottega di Leonardo. L’opera, il Narciso alla fonte, è stato gentilmente prestato dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Sono come alla ricerca. E lì, tra gli appunti sopravvissuti ai secoli e l’ispirazione che si rigenera di continuo, riesco solo a trattenermi quanto più posso. Poi, quasi esangue, simile a uno dei ritratti appena visti e sentiti, esco a godermi la brezza marina, in attesa di riprendere il battello. Una piccola barca di legno sul molo intanto fa la gioia di tanti bambini che giocano.
E luce fu.
INFORMAZIONI UTILI
Dove alloggiare: Hotel Flora
Dove mangiare: Hemma Hos
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