Il concetto è semplice. Un sito web, tanti utenti e divani a non finire. Funziona così. Si va sul sito www.couchsurfing.com, ci si registra e si entra in contatto con migliaia di persone che in tutto il mondo mettono a disposizione un divano per gli avventori occasionali. Il tutto gratuitamente.
Quindi, ad esempio, se domani decidessimo di partire, di girare l’Europa, dopo aver prenotato il nostro volo low cost ci basterebbe mandare una mail ad un componete della comunità dei surfer e chiedergli la disponibilità del suo divano per due o tre notti. Giusto il tempo di ripartire.
Se gli ostelli della gioventù riducevano le spese di pernottamento per i viaggiatori, qui si dorme a costo zero. Si sta assieme, si conoscono persone nuove, si condividono visioni distanti, si parla in lingue diverse dalla propria: l’esperienza è l’unica moneta di scambio.
E’ una tipologia di viaggio non comune in un’epoca di massima sicurezza in ogni aspetto, di turismo impacchettato e previsto in ogni dettaglio. In questo caso serve un pizzico di coraggio in più. Serve la capacità di aprirsi all’imprevisto, che poi è il sale di ogni esperienza di viaggio.
Gli utenti che mettono a disposizione il proprio divano sono persone che nel tempo vengono valutate da chi è stato loro ospite. Basta leggere i commenti degli altri avventori, la soddisfazione o meno di chi già è passato, per capire se vale la pena sostare qualche notte in quella casa.
E’ una forma di controllo indiretto, un feed back continuo che i viaggiatori forniscono. Certamente sarà meglio contattare chi ha ospitato più persone soddisfatte che altri alle prime armi o con profili non del tutto chiari.
Condivisione, comunione, scoperta: sono le parole chiavi per lanciarsi in un’avventura del genere. E forse un po’ di incoscienza, perché no. Ma che creerà situazioni impreviste e straordinarie.
Provate a confrontare un viaggio “canonico” con una surfata tra i divani del mondo. Le esperienze di viaggio sono tutte diverse, e tutte in un modo o nell’altro fanno crescere. Ma con il couch surfing ci si butta nella mischia, ad occhi chiusi. E da un atto di coraggio, spesso, nascono amicizie, contatti che rimangono per il resto della vita.
Il couch surfing può essere utile anche in altre occasioni. Pensiamo ad esempio a chi vive stabilmente all’estero e prenota un volo low cost per tornare in famiglia qualche giorno. Spesso questi tipi di voli sono la mattina all’alba, quando i trasporti sono fermi. Così il più delle volte si è costretti a passare in aeroporto nottate drammatiche.
Contattando un surfer che abita vicino all’hub si potrebbe dormire comodi e arrivare in tempo per il volo. Internet ha la capacità rivoluzionaria di cambiare le prospettive, di avvicinare persone lontane. O di farci scoprire che il surf più eccitante non si fa più su una tavola tra le onde dell’oceano, ma sul divano.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car



