Prima i cartelloni pubblicitari, poi un trabiccolo che gira per le strade con il megafono ad annunciarne l’arrivo. Fino a che, lo spiazzo verde di solito spoglio, non viene occupato da un immenso tendone pieno di mistero. Passando lì davanti con la bicicletta, o facendo una bella sgambettata, si odono strani versi di animali non troppo comuni.
È arrivato il circo in città. Un mondo diverso che irrompe nella quotidianità. Con le sue luci. La sua imprevedibilità. Con il suo tempo contato. Un pianeta però che da quest’anno, grazie all’impegno della Federazione Mondiale del Circo, presieduta dalla Principessa Stephanie di Monaco, per la prima volta avrà nell 17 aprile la Giornata Mondiale del Circo.
“I numeri con animali sono da sempre una parte importante della tradizione circense”, ha affermato la Principessa Stephanie, già presidente del Festival del Circo di Montecarlo, “pur consapevole dei problemi che riguardano le bestiole nel circo, nella mia esperienza personale ho conosciuto addestratori di animali che dedicano tutte le loro energie all’alta qualità nel trattamento degli animali e alla costruzione di rapporti durevoli con i loro compagni animali”.
L’Associazione Circusfans Italia, con il patrocinio dell’Ufficio Pastorale Nazionale per i Fieranti e Circensi della Fondazione Migrantes (Conferenza Episcopale Italiana) ha dunque promosso una giornata per riscoprire il circo, potendo assistere gratuitamente agli allenamenti degli artisti, visitare lo zoo e e andare oltre ai gravi pregiudizi inerenti la presenza degli animali in esso.
Questo mondo non è rimasto inosservato alla cinematografia mondiale. Dal nostrano Federico Fellini a Cecil B. De Mille (autore del kolossal americano “Il Più Grande Spettacolo del Mondo”), da Charlie Chaplin a Wim Wenders, fino al geniale Tim Burton nel suo Big fish (2003). Tutti a puntare la cinepresa verso fascino e magia.
“Il Circo sta attraversando una fase critica che lo vede bersagliato dal fronte animalista e trascurato dalle istituzioni”, ha affermato Dario Duranti, presidente dell’Associazione Circusfans Italia, “Troppo spesso i comuni compiono degli illeciti, disapplicando la legge nazionale del 1968 che riconoscendo la funzione sociale del circo equestre (quindi con animali), impone ad ogni città di dotarsi di almeno un’area da destinare ai circhi equestri”.
Difficile trovare qualcuno che non sia mai andato, o per lo meno non sia stato attirato da quel mondo da piccolo (o grande). Successe anche a me, prima di rincontrarli molti anni dopo. Avevo appena ruggito un bisbiglio che mi farà ricordarti per sempre. Nell’abbraccio Jolieniano/felino di Elisabetta Bizzarro c’è tutto quello che ci deve essere nel circo. Passione e amore.





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