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Cipro, 3000 anni sotto il mare

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Il blu profondo del mare. Una passione divenuta professione. Questa è la storia di Tevfik Camgöz, subacqueo turco. Un anno fa, nelle limpide acque di Cipro, scoprì un’antica ancora lapidea, interamente istoriata con geroglifici.

Oggi questa testimonianza del mare, portata al British Museum di Londra e analizzata attentamente da moltissimi esperti, si conferma come un’importantissima scoperta, datata oltre tremila anni fa, che mostra come gli antichi egizi, già in tempi remotissimi, navigassero in queste acque.

Camgöz mantiene, però, il massimo riserbo sul luogo esatto della sua scoperta. Il subacqueo non è nuovo a queste mete, avendo iniziato ad esplorare i mari ciprioti e turchi all’età di quindici anni.

Dalle sue parole, emergono visioni sognanti di città abbandonate e sepolte nelle calde acque mediterranee, con il loro tesoro di navi naufragate, anfore, sculture nascoste nelle sabbie profonde del mare.

Ricordi chiari e splendenti, come luminosi e sfolgoranti ai suoi occhi furono i riverberi della pietra dell’ancora colpita dalla luce del sole. Nel mare. Un anno fa.

Per estrarla dal luogo del ritrovamento, è stato necessario un intenso lavoro d’equipe, compiuto grazie agli sforzi di quattro esperti subacquei.

Ad oggi, gli studiosi del British Museum non hanno ancora chiarito con sicurezza le motivazioni che spinsero gli Egizi lontano dai loro confini, verso il mare cipriota. L’unica certezza è che questo reperto è un esemplare unico al mondo, che apre una nuova prospettiva di ricerca per l’archeologia antica.

Tevfik Camgöz, nonostante la quasi totale assenza di fondi per l’archeologia, proseguirà gli studi nella zona, auto-finanziandosi anche grazie alla produzione di un documentario relativo alle bellezze del mare greco – cipriota.

Per dare all’archeologia un’altra chance. Per dare alla passione di un uomo, un’altra speranza.

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"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

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