Errare è assolutamente umano. E se con una smorfia di dolore a farne le spese sono state le vostre piastrelle di casa per l’incuria del calcolo di poco attente mani edificatrici chissà come si possono sentire gli onniscienti scienziati a caccia della misurazione perfetta che alla fine scoprono di non aver mai messo su carta dei calcoli corretti.
Usciamo dalle nostre irregolari mura domestiche per avventurarci alla scoperta di un errore che ha investito in pieno il muro per eccellenza, la muraglia che tutti conoscono se non altro per quella lunghezza che c’era stata raccontata essere di 6.350 chilometri. Un’estensione impressionante visibile addirittura dai satelliti in orbita.
La sorpresa però è sempre dietro l’angolo. Nonostante l’avanzamento della tecnologia e delle annesse tecniche di ricerca a nessuno era mai venuto in mente di verificare se l’estensione della Grande Muraglia fosse effettivamente riconducibile a ciò che la tradizione orale ha da sempre raccontato.
La scoperta allora è arrivata sul filo della misurazione tramite GPS e raggi infrarossi: la struttura, inserita nel 1987 tra i Patrimoni dell’Umanità, supera di ben 2.600 chilometri la storica stima attestandosi precisamente su 8.851,8 chilometri totali e svelando oltretutto parti “inedite” della muraglia tra le montagne e i deserti della Cina settentrionale.
I media locali hanno affermato che solo il settanta per cento di questo immenso monumento è comunque formato da vero e proprio muro, mentre il resto sembra essere una combinazione di barriere naturali quali colline e fiumi.
Il direttore dell’Amministrazione Statale dei Beni Culturali, Shan Jixiang, ha però affermato che questo importante tesoro mondiale è a rischio di abbandono in diversi suoi punti. Sembra che meno del dieci per cento sia in buone condizioni e solo un ulteriore venti per cento si possa definire in condizioni quantomeno “medie”.
Infatti ricordiamo che la sezione più antica è in piedi da più di duemila anni, sezione che oltretutto ricevette numerose cure durante l’era della Dinastia Ming tra il quattordicesimo e il diciassettesimo secolo.
Un destino che va difeso con i denti dai cambiamenti climatici e dal repentino sviluppo economico della Cina. Infatti molte porzioni della Grande Muraglia furono abbattute per far spazio alle autostrade e in qualche regione delle sue pietre furono usate per costruire case.
“Il muro non perderà nemmeno un metro di più”, ha affermato ancora Shan alla stampa locale. Si spera che questa solenne presa di posizione possa essere seguita dai fatti. Di mezzo ce la bellezza della Storia.





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[...] Cina, la Grande Muraglia è più lunga [...]