Molti sanno a stento dove sia. La maggior parte non sa nulla di quello che succede laggiù. Merito delle poche informazioni che trapelano. Merito di una stampa più attenta alle catastrofi televisive che non al poco appetibile stillicidio quotidiano. Benvenuti nel Caucaso, l’ampia regione asiatica stretta tra il Mar Nero e il Mar Caspio. La strage di Beslan e l’assassinio di Anna Politkovskaja è ciò che resta e si conosce. Poi, il silenzio.
Un tempo parte dell’Impero Zarista e in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre (1917) incluso nell’Unione Sovietica, con la fine della Guerra Fredda (1989) e il successivo collasso dell’URSS nel 1991 hanno fatto emergere nel Caucaso vecchie e nuove contrapposizioni, spesso sfociate in scontri violenti. Prima le due guerre cecene (1994-1996 e 1999-2009), poi i conflitti in Ossezia e Abkhazia, il conflitto russo-georgiano nel 2008, l’annosa questione del Nagorno-Karback tra Armenia e Azerbaijan.
Altra tragica pagina è quella dell’Inguscezia, sempre più teatro di attentati e scontri quotidiani tra la rigida autorità filo-moscovita e insorti islamici, che patisce ancora l’enorme afflusso dei rifugiati ingusci fuggiti dai conflitti consumatisi nelle confinanti repubbliche di Cecenia e Ossezia del Nord negli anni ’90. Nel solo 2009 si sono registrate oltre 300 vittime.
Spinto da questa continua indifferenza nei confronti di questa fetta di mondo, Davide Monteleone, fotografo classe 1974 dell’agenzia Contrasto, negli ultimi anni ha cominciato ad attraversare tutto il Caucaso del nord per poi spingersi, dopo il conflitto del 2008, oltre i confini della Federazione Russa verso l’Ossezia del sud e l’Abkhazia, lungo ferite ancora aperte o sanate solo in superficie.
Caucaso ignorato dal mondo occidentale, ma non dalle sue economie. L’area è un importante crocevia geostrategico, rappresentato con le mappe degli oleodotti che lo attraversano, e dunque raccontato come area contesa tra potenze regionali e globali. Il progetto di ricerca fotografica di Davide Monteleone ha il merito di non ignorare tutto questo, ma di lasciarlo sullo sfondo. È infatti nei dettagli del quotidiano che cerca una sua personale chiave di lettura.
Il risultato è una mostra fotografica articolata, Northern Caucasus, premiata con il World Press Photo e con l’Emerging Photographer Grant 2010. La mostra fotografica sarà in esposizione presso la Fondazione Cassa di Risparmio, Piazza Rosmini, 5 (Rovereto) da venerdì 16 luglio a domenica 8 agosto, e alla Fondazione Opera Campana dei Caduti, Colle di Miravalle (Rovereto), da lunedì 16 agosto a domenica 5 settembre.




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E’ vero, si tratta di una terra dimenticata da tutti. Io, nel mio piccolo, ho deciso di provare a metter in luce la realtà di questi territori.
Ho così dato forma a un blog, Middlelands, dedicato alle cosiddette “terre di mezzo”.
Se volete visitarlo, il link è http://terredimezzovunque.blogspot.com/
Si accettano commenti e suggerimenti…Grazie, Claudio