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Canada: abbiamo trovato la Ontario

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Gabbiani che volano, bambini con gelati e turisti equamente ripartiti tra tedeschi e giapponesi che fotografano felici le bellezze lacustri.

Così siamo abituati a pensare l’attività principale che scorre nelle vene di un lago. In Italia almeno è così che si presenta ai nostri occhi.

Si sa che aldilà dell’oceano tutto viene ingigantito, se non ribaltato. Questo però ha nettamente dell’incredibile. Trovare una nave da guerra perfettamente conservata nei meandri del lago Ontario può diventare una scoperta assolutamente incredibile.

La storia e la geografia però ci possono aiutare a ridimensionare un po’ questo stupore. La prima ci racconta che quest’imbarcazione si trovava in quelle acque in quanto impegnata nella guerra d’indipendenza americana (1775 – 1780).

La geografia invece ci fornisce le misure per capire quanto imponente sia questo “specchio d’acqua” che fa parte dei Grandi Laghi americani.

Diciannovemila e più chilometri quadrati d’ampiezza e duecentoquaranta metri di profondità massima. Insomma, un piccolo mare interno.

In queste acque Jim Kennard e Dan Scoville, appassionati cacciatori di relitti, hanno ritrovato la nave da guerra scomparsa alla fine del conflitto con centotrenta persone a bordo.

L’incredibile non è stato il ritrovamento “di una barca”, ma di una nave completamente intatta, come ci racconta entusiasta Arthur Britton Smith, scrittore che raccolse le vicende storiche del lago Ontario in un libro uscito nel 1997: “Trovare un’imbarcazione della Rivoluzione praticamente intatta è incredibile, è un miracolo archeologico”.

I due scopritori in ogni caso hanno dato delle garanzie in merito al loro ritrovamento. Hanno infatti affermato d’essere consapevoli di dover portar rispetto a quella che da secoli oramai è la tomba di quella nave e che quindi non si adopereranno in nessuna attività di recupero.

Oltretutto che l’imbarcazione sarebbe ancora proprietà della Marina Britannica. Centosettanta metri di profondità circa, addirittura ancora due finestrini intatti. Le fredde, scure, prive d’ossigeno acque hanno preservato il tutto perfettamente.

Due nidi di corvo appaiono come simboli sull’albero della barca. Sulla prua, intagliati, due stemmi di pergamena. La dispersa Ontario è stata riconosciuta. La sua scomparsa misteriosa finalmente risolta.

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